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A Jack o' Lantern made for the Halloween celebrations in 2003

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Halloween: non c’è niente da scherzare…

Il libro ‘Halloween. Lo scherzetto del diavolo’ dell’esorcista don Buonaiuto, indaga le radici occulte della ricorrenza e incoraggia la testimonianza cristiana

Da ormai diversi anni, a fine ottobre, le zucche vuote sono diventate un simbolo ricorrente in ogni città d’Italia. Ve ne si trovano dietro le vetrine, appese nei negozi, in versione cartacea persino attaccate sulle finestre delle scuole. È come se l’incedere di un vento stregato, un vento blasfemo, le abbia trasferite al di qua dell’Oceano, provenienti dall’America. È lì che l’antica festa pagana di Halloween ha assunto nell’età contemporanea dimensioni sempre più commerciali, ma anche sempre più inquietanti.

Dietro l’innocuo adagio impartito ai bambini “dolcetto o scherzetto”, infatti, si celano pratiche macabre che conducono verso l’abisso dell’occultismo. Di questo tema se n’è parlato ieri, 29 ottobre, presso l’Università Europea di Roma, in occasione della presentazione del libro Halloween. Lo scherzetto del diavolo (ed. Sempre Comunicazione, 2015). Il volume, che approfondisce le origini storiche della ricorrenza e ne rivela la reale natura, è scritto da un esperto in materia di occultismo: don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista, coordinatore del Servizio AntiSette della Comunità Papa Giovanni XXIII.

Ricco e variegato il gruppo di relatori, moderati da Angelo Perfetti, direttore editoriale di InTerris, e introdotti dal Rettore dell’Università Europea di Roma, padre Luca Galizia LC. Quest’ultimo, ricordando la sollecitudine di Gesù nello scacciare demòni dalle persone, ha sottolineato come anche le derive connesse alla ricorrenza di Halloween possono trasformarsi in occasione di incontro con il Signore e di conversione.

Derive che padre Francesco Bamonte (presidente Associazione Internazionale Esorcisti) ha subito analizzato fin nelle sue più sinistre viscere. Il sacerdote ha posto all’attenzione dei presenti dei recenti casi di cronaca che dimostrano quali conseguenze celano giochi dalle venature esoteriche che possono apparire innocui a ragazzi ingenui.

Padre Bamonte ha parlato della diffusione tra i giovanissimi di una forma rudimentale di seduta spiritica dal nome insospettabile. Sono ormai diversi i video in internet che riprendono gruppi di amici impegnati in questo terribile esercizio. Così come sono tante le sue ripercussioni psicologiche e spirituali, attestate da genitori che si rivolgono preoccupati a sacerdoti, medici o forza pubblica.

Sempre come “giochi”, vengono presentati ai giovani anche degli artigianali rituali satanici che spingono alcuni partecipanti fin dentro le chiese per assorbire presunte “energie spirituali” o addirittura per fare profanazioni.

Ed è proprio dell’ambiguità del gioco che si serve Halloween per indottrinare l’occultismo fin dalla più tenera età. Padre Bamonte ha spiegato a tal proposito che “i pianificatori sociali, dotati di smisurato potere finanziario, sanno che se si abituano i bambini alla famigliarità con le immagini e con il linguaggio occultista, in età adulta questi diventeranno avvezzi all’occultismo vero e proprio”. Secondo il sacerdote esorcista, tali poteri si stanno prodigando affinché “la magia diventi l’alternativa al cristianesimo: l’occultismo viene insegnato attraverso figurine, fumetti, cartoni animati, musica, videogiochi, internet, film, telefilm e romanzi…”.

L’invito di p. Bamonte, pertanto, è che nella notte tra il 31 ottobre e il primo novembre si moltiplichino le veglie di “preghiere nelle chiese, le processioni e le rappresentazioni dei santi”.

Che avvengano, quindi, momenti di incontro e di comunione. I quali rappresentano – come ha ricordato il prof. Carlo Climati, responsabile ufficio stampa dell’Università Europea di Roma – l’antidoto alle deviazioni verso l’occulto. “La solitudine e l’emarginazione sono spesso un terreno fertile per l’occultismo, fenomeno che non ‘erige ponti’ ma che ha interesse a creare schiavitù”.

A creare – va da sé – degli obbedienti consumatori alle leggi di un mercato che, ha spiegato Climati, generano un enorme giro d’affari. Ha ricordato in tal senso il proliferare di maghi e sedicenti guaritori e il successo della vendita di amuleti “con strani poteri che dovrebbero garantire la fortuna a chi li possiede”.

Lo spunto offerto da Climati è stato raccolto da Mario Landi, coordinatore nazionale del Rinnovamento nello Spirito. Egli, per la sua deformazione personale di dipendente di banca, ha posto l’accento sull’aspetto economico dell’occultismo. “In Italia – ha detto – il mondo della magia fa girare in nero 6 milardi di euro e coinvolge circa 13 milioni di persone”.

Persone di ogni zona del Paese e di ogni ceto sociale. Landi ha spiegato che la forte impronta spirituale del Rns aiuta chi vi si avvicina ad indagare sul proprio passato. “Le prime preghiere sono uno screening delle esperienze di occultismo precedenti”, ha detto. E ha raccontato quindi che è gigantesco il numero di persone che hanno avuto a che fare con queste pratiche e che si sono redente. A titolo d’esempio, Landi ha parlato di un presidente di una squadra di calcio che ha dato fiumi di soldi a un mago affinché quest’ultimo gli facesse vincere lo scudetto.

I casi eclatanti di adesione all’occultismo hanno spesso origine da un avvicinamento a pratiche che in superficie sembrano docili. Efficace in tal senso l’esempio citato da Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gruppo di Ricerca e Informazione Socio-religiosa (Gris). Ferrari ha parlato del principio della rana bollita di Noam Chomsky, il quale dimostra che “quando un cambiamento è graduale, il processo sembra gradevole e si accetta passivamente”.

Così avviene per Halloween, che metaforicamente parlando può sembrare un attraente bagno in acqua calda ma che con l’alzarsi della temperatura – cioè con l’addentrarsi nella magia – diventa un’ebollizione che uccide. Se fin da subito questa ricorrenza si palesasse per quello che è, qualunque persona con un guizzo fuggirebbe via da quest’acqua incandescente.

È dunque importante fare informazione sui reali obiettivi di Halloween. Allo stesso tempo, però, è necessario propagare il bene: “altrimenti si rischia di parlare troppo del demònio e poco di Gesù”, ha chiosato di nuovo Landi.

Lo spunto è stato raccolto da mons. Matteo Zuppi, fresco di nomina del Papa ad Arcivescovo di Bologna. Il presule romano ha ricordato che le eccessive “avvertenze per l’uso” possono creare curiosità e generare quindi l’effetto contrario. A tal proposito, Zuppi ha simpaticamente raccontato che molti autori cinematografici, all’uscita dei loro film auspicano la censura del Vaticano perché essa rappresenta piuttosto una forma di pubblicità.

L’Arcivescovo ha però sottolineato quanto sia importante saper riconoscere il male per “poterlo combattere”. In caso contrario – ha avvisato – si rischia di accorgersi della sua presenza soltanto “quando si manifesta in maniera molto chiara”.

Manifestazioni che, in quanto esorcista, conosce don Aldo Buonaiuto, l’autore del libro (il cui ricavato è devoluto alle vittime delle sétte). Nel suo intervento conclusivo, il sacerdote ha invitato a non chiamare Halloween una festa e a promuovere piuttosto la celebrazione di Ognissanti, che “esalta persone realmente esistite e che hanno dato la vita per Gesù e per l’amore verso il prossimo”.

Rivolgendosi a genitori ed educatori, don Buonaiuto ha quindi detto che “i nostri giovani non hanno bisogno di un mondo macabro, spaventoso”. Ha aggiunto che è disdicevole mascherarsi – come viene imposto ad Halloween – con “volti grondanti sangue, incidentati, scannati…”. Qualunque genitore – la riflessione di don Buonaiuto – “inorridirebbe soltanto al pensiero di avere un giorno un figlio ridotto in quelle condizioni”.

Dinanzi a questa assuefazione all’orrido divulgata dalla “dittatura del relativismo”, combattere pubblicamente Halloween secondo don Buonaiuto rischia di “dare scandalo” e di scoraggiarci. Il cristianesimo ci chiama però al coraggio. Pertanto – ha aggiunto – “dobbiamo vincere il timore di testimoniare. E farlo per un amore più grande, quello per la vita di Gesù in questa umanità”. Di qui il richiamo finale alle parole di don Oreste Benzi, fondatore della Comunità Papa Giovanni XXIII: “Esortate i vostri figli dicendo loro: vuoi giocare e divertirti con i demòni e gli spiriti del male o invece scegli di gioire e far festa con i Santi che sono gli amici simpatici e meravigliosi di Gesù?”.

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