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Guinzaglio

Pixabay CC0 - IIIBlackhartIII. Public Domain

Guardarsi dal cane

È particolarmente da temere l’uomo che non vive al guinzaglio di Dio

Da bambino ho avuto un’esperienza negativa con un cane, per cui la paura direi che mi si è annidata nelle vene. Non avevo misurato la lunghezza della sua catena e mi ha raggiunto con un morso.

Mi hanno sempre detto che il diavolo è un cane pericoloso, molto pericoloso: senza tregua abbaia, ringhia e cerca di azzannare. Da lui bisogna stare molto attenti. Mi conforta e mi rassicura il fatto che lui è un “cane legato alla catena”; morde solo chi entra nel suo raggio.

Alla vista d’un cane, istintivamente giro l’angolo e cambio strada.

Ora ogni volta che m’imbatto in un cane, sono indotto a fare una serie di riflessioni per sapere come comportarmi e per simulare coraggio.

Anzitutto mi assicuro che, se sciolto dal guinzaglio, il cane abbia un padrone e a quale distanza cammini da lui; poi osservo se il cane ha un rapporto di stretta o relativa dipendenza da lui. Mi ritengo completamente sereno solo quando il cane è a guinzaglio.

Anche il proprietario, però, dev’essere affidabile. Giorni fa ho girato alla larga da un grosso cane tenuto, sì, a guinzaglio, ma da un bambino di tre anni.

So di sanzioni severe a carico di coloro che per strada non tengono i cani al guinzaglio o per coloro che, abbandonandoli, li rendono randagi, esponendo i passanti a paurosi incontri. Insomma il cane è affidabile e non incute paura se è legato al guinzaglio o, comunque, è strettamente dipendente dal padrone.

Bisogna guardarsi da chiunque non sia affidabile: o perché vagante o senza famiglia, o “malmaritato”. Non sono affidabili le persone vaganti, senza uno scopo, senza un perché.

È particolarmente da temere l’uomo che non vive al guinzaglio di Dio: non ha, cioè, il giusto rapporto con Dio; non vive alla sua stretta, luminosa e liberante dipendenza.  Come è temibile un’automobile lanciata a pazza corsa, di notte, a fari spenti. Sarebbe il colmo se fosse guidata da un bambino.

Ogni oggetto è più o meno pericoloso a seconda dell’affidabilità o meno delle persone che lo tengono o lo usano. Un coltello in mano ad una mamma è certezza di pane affettato; la stessa lama in mano ad un pazzo ti induce alla fuga.

Qualsiasi uomo in balia a se stesso è pericolo costante per tutti; ma di un uomo che sta nella mano di Dio, ti puoi fidare: in lui trovi un sicuro benefattore.

Al di là di tutte le paure. C’è Gesù che ci rassicura: “Se io sono con voi, chi sarà contro di voi?”. Lui è il più forte; seguo decisamente allora la sua strada; mi dissocio dal latrare del cane e mi riaffido a Lui.

Ciao da p. Andrea

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