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Gli anglicani del Global South respingono le unioni omosessuali

12 Primati e 90 delegati di 20 Province anglicane, riuniti al Cairo dal 3 all’8 ottobre, hanno stilato un documento in 11 punti in cui definiscono il rapporto tra due persone dello stesso sesso “contrario al disegno di Dio”

Il rapporto sessuale tra due persone dello stesso sesso “è contrario al disegno di Dio, è offensivo verso di Lui e riflette un disordine rispetto alle intenzioni di Dio riguardanti la complementarità nei rapporti sessuali”.

Così si sono espressi i 12 Primati e i 90 delegati di 20 Province anglicane legate al Global South Anglican, in un documento in 11 punti sulle unioni omosessuali sottoscritto e pubblicato in occasione della VI “Global South Conference”, svoltasi al Cairo dal 3 all’8 ottobre. Lo riporta l’agenzia Fides.

Secondo i delegati del Global South Anglican, la Chiesa “non può tollerare unioni omosessuali come una forma di comportamento accettabile a Dio”. Per questo “ogni disposizione pastorale presa da una chiesa a riguardo a qualsiasi coppia omosessuale (come una liturgia o un servizio religioso per benedire la loro unione sessuale) che elimina la necessità di pentimento e un impegno a perseguire un cambiamento di comportamento, reso possibile dalla forza dello Spirito, sarebbe in contrasto con la tradizionale dottrina ortodossa della Comunione anglicana riguardo al matrimonio e alla sessualità.

Il documento afferma che “Disposizioni pastorali del genere, mentre possono dare l’impressione superficiale di fornire alla Chiesa un’immagine più umana e socialmente accettabile, in realtà nascondono la violazione della dottrina di riferimento”.

Nel ribadire il loro no netto alla celebrazione liturgica di matrimoni omosessuali, i rappresentanti delle Chiese anglicane del Global South ribadiscono il loro pieno sostegno a una cura pastorale che sappia accogliere e accompagnare le persone omosessuali accettandole “per quello che sono, così come Dio ha accettato noi così come eravamo.

“Ci opponiamo – si legge nel documento riportato da Fides – alla denigrazione o all’umiliazione di coloro che non seguono le vie di Dio. Affermiamo che ogni persona è amata da Dio, così che anche noi dobbiamo amare come Dio ama. Il nostro compito è quello di aiutare a tornare sui cammini di Dio, invitandoli a ricevere l’amore trasformante di Cristo che dà loro il potere di pentirsi e camminare in una novità di vita”.

Nel testo vieen sottolineato inoltre che nella decisione di trattare la questione delle unioni omosessuali non c’è nessuna intenzione di minimizzare la peccaminosità di altri comportamenti “contrari al cammino voluto da Dio per il genere umano,”, come l’egoismo, la malizia, la gelosia, l’odio, l’omicidio.

Durante la loro convention, i massimi rappresentanti delle provincie anglicane presenti al Cairo sono stati ricevuti anche dal Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi, che durante l’incontro con loro ha esaltato il ruolo dei leader religiosi nella costruzione della pace.

A fare gli onori di casa è stato l’arcivescovo Mouneer Hanna Anis, vescovo dell’Egitto e del Nord Africa e primate della Chiesa anglicana di Gerusalemme e del Medio Oriente, che nel suo intervento di apertura ha anche polemizzato con le “Chiese del nord” che vogliono imporre alle Chiese del sud una “nuova forma di schiavitù ideologica e finanziaria”.

Il pronunciamento dei Primati e dei rappresentanti anglicani riunitisi al Cairo è stato accolto con soddisfazione da altre Chiese e comunità ecclesiali presenti in Egitto.

Il Global South Anglican è un organismo di coordinamento a cui fanno riferimento 24 delle 38 province della Comunione Anglicana, dislocate nell’emisfero sud e comprendenti tutte le province anglicane dell’Africa, la stragrande maggioranza di quelle del Sud America e la maggior parte di quelle dell’Asia

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