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Da Elio Toaff, “una lezione di vita, di fede, di dialogo”

Il cordoglio dell’episcopato italiano per la scomparsa dell’ex rabbino capo di Roma

Messaggi di cordoglio sono giunti da vari rappresentanti dell’episcopato italiano, per la morte all’età di cent’anni, dell’ex rabbino capo di Roma, Elio Toaff. Un telegramma di partecipazione al lutto della Comunità Ebraica è stato firmato oggi dal cardinale Angelo Bagnasco e da monsignor Nunzio Galantino, rispettivamente presidente e segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana.

“Lo spessore di Toaff – scrive don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei – è tutt’altro che comune: la straordinarietà della sua storia di vita, la profondità della sua cultura, la cordialità del suo sorriso contagioso, la robustezza della sua fede non possono lasciare indifferente il cuore di chi lo ha conosciuto, anche solo attraverso i mezzi di comunicazione”.

Al di là della sua appartenenza religiosa, il rabbino Toaff “ha dettato a tutti noi una grande lezione di vita, di fede, di dialogo. Possa il suo ricordo rimanere scolpito nei cuori di tutti noi, così come il suo nome resta scritto tra coloro che hanno reso più bello il nostro Paese e il mondo intero, e come la sua memoria dimora nella benedizione dell’Eterno”, si legge ancora nel messaggio.

Elio Toaff ha rappresentato “una strada inedita nei rapporti tra il cattolicesimo e i fratelli ebrei”, ha dichiarato il presidente della Commissione Episcopale per l’Ecumenismo e il Dialogo della Cei, monsignor Mansueto Bianchi, secondo il quale, con la morte dell’ex rabbino capo di Roma,“si è spenta una grande luce”.

Assieme a San Giovanni Paolo II, Toaff aprì “una nuova stagione nelle relazioni”, che monsignor Bianchi definisce “più biblica e più consona alla Parola di Dio” e “più fedele all’affidamento che Dio fa a questo tracciato di esperienza religiosa che vede in Israele la radice e nel cristianesimo l’albero, per usare l’immagine di San Paolo”.

Vivendo in prima persona la tragedia della Shoah, Toaff maturò “maturato i suoi atteggiamenti e le sue idee nel crogiuolo della sofferenza” ed ha “assunto e vissuto personalmente il percorso del suo popolo”, ha aggiunto il presule.

Anche il patriarca di Venezia, monsignor Francesco Moraglia, in un telegramma al rabbino capo di Venezia, ha ricordato il rabbino Toaff, definendolo una “luminosa figura di alto prestigio morale che ha segnato profondamente la vita della comunità ebraica e dell’Italia nel difficile cammino del ventesimo secolo, incidendo in modo decisivo anche nel dialogo tra ebrei e cristiani”.

Al cordoglio per la morte del centenario rabbino, si è infine unito il cardinale Edoardo Menichelli, arcivescovo di Ancona, città in cui Toaff era stato rabbino capo e che “lo ricorda con stima”. Condividendo la preghiera di tutta la comunità ebraica ed assicurando la propria “vicinanza fraterna”, Menichelli ha sottolineato in particolare la “levatura spirituale e intellettiva” di Toaff. [L.M.]

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