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Conoscere per fidarsi

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Mc 6,1-6

Lettura

Il Vangelo che ascoltiamo nella liturgia di oggi segue al racconto di una serie di miracoli compiuti da Gesù. Ma, giunto a Nazaret – abbiamo ascoltato dalla narrazione di Marco –, egli è disprezzato dai suoi concittadini e non può compiere prodigi.

Meditazione

Se Gesù vivesse oggi, sicuramente sarebbe attorniato da reporter e giornalisti che gli metterebbero il microfono davanti alla bocca, torturandolo con domande che ritengono di qualche interesse per il loro pubblico. L’Evangelista ha elencato queste domande e non è difficile immaginare il cameraman – in attesa della risposta di Gesù – inquadrare la casa dove è cresciuto, il campanello della porta con il nome, e i suoi parenti, magari intervistando poi anche loro. Poi l’inquadratura della telecamera torna su Gesù, che dà una risposta poco soddisfacente per fare uno scoop. Tanto più che proprio lì, nella sua patria, Gesù non compie nessun prodigio. Dopo la prima notizia, se Gesù vivesse oggi, si sprecherebbero articoli di fondo e autorevoli interpretazioni. Tavole rotonde e dibattiti televisivi seguirebbero a ruota. Sarebbe interessante sapere se riuscissero a cogliere – come possiamo noi, duemila anni dopo – che il problema non è Gesù, non è Dio, ma siamo noi. Che è la nostra fede, la nostra fiducia nel Signore che rende possibile la sua azione nella nostra vita. Dio ha lasciato la libertà all’uomo. Dio vuole essere amato, vuole la fiducia dell’uomo, non per dovere ma per libera scelta. Oggi si sente dire: “devi fidarti”, ma è un controsenso: la fiducia si merita, poco a poco, conoscendosi. Gesù compie molti miracoli, parla alla gente per farsi conoscere, per far conoscere Dio, per aiutarci a fidarci di Lui. Ma la fiducia è sempre anche un po’ un salto nel vuoto. Poiché è di Dio che dobbiamo fidarci, in questo caso il salto è meno problematico. Ma comunque richiede uno sforzo. Gli abitanti di Nazaret non riescono a fidarsi. Non riescono ad aprirsi a Gesù e alla sua opera. Credono che non sia possibile, credono di conoscere Gesù. Un po’ come faremmo noi se, a forza di ascoltare notizie e dibattiti sul suo conto, ci sembrasse di conoscere davvero una persona. Analizziamo pure razionalmente i fatti. Riconosciamo che parlano a favore di Gesù. E poi fidiamoci! Solo così Lui potrà operare per il nostro bene.

Preghiera

Signore, a volte mi dicono che non devo pensare, ma solo credere. Tu invece mi hai dato la ragione, per ricordare le tue opere, per studiarle, per riflettere. Tu mi hai dato la ragione come supporto al cuore. La mia ragione dice: sì! Tu sei il Figlio di Dio, mi posso fidare. Aiutami ora ad aprirti il mio cuore, per lasciarti entrare nella mia vita e fidarmi di te, così che tu possa condurmi a te.

Agire

Perché non elencare, almeno mentalmente, tutte le ragioni in favore della nostra fede? Ci aiuterebbe a comprendere che non è irrazionale fidarci del Signore!

Meditazione del giorno a cura di Alexandra von Teuffenbach, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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