Dona Adesso

Pixabay CC0 - kloxklox_com, Public domain

“Capite quello che ho fatto per voi?”

Meditazione quotidiana della Parola di Dio

Lettura

È significativo il fatto che Giovanni, nel riferire le ultime ore di Gesù con i suoi discepoli e nel raccogliere nei «discorsi dell’ultima cena» i temi fondamentali del suo Vangelo, non riferisca i gesti rituali sul pane e sul vino, come gli altri evangelisti: eppure, era questo un dato antichissimo della tradizione, riportato in una forma ben definita dal primo documento che ne parla, la lettera di Paolo ai Corinzi (prima lettura). Giovanni richiama l’attenzione sul gesto di Gesù che lava i piedi ai suoi, e lascia, quale testamento di parola e di esempio, l’invito a fare altrettanto tra fratelli. Non comanda di ripetere un rito, ma di fare come lui, cioè di rifare in ogni tempo e in ogni comunità gesti di servizio vicendevole – non standardizzati, ma sgorgati dall’inventiva di chi ama – attraverso i quali sia reso presente l’amore di Cristo per i suoi.

Meditazione

Chi pensa che la passione di Cristo inizi con il suo arresto si sbaglia. La passione del Signore ha inizio con la lavanda dei piedi. In questo esempio di servizio che Cristo lascerà in eredità ai discepoli come insuperabile, Gesù mostra cosa è l’umiltà di Dio, in contrapposizione alla umiliazione che Dio subirà poco dopo. Dio opera mettendosi al servizio del discepolo; Satana, padre del peccato, agisce accendendo nel cuore dell’uomo la scintilla dell’orgoglio, il cui incendio produce solo ceneri. La scena della lavanda dei piedi è l’annuncio che il discepolo, rivestito dell’umiltà di Dio per opera del sacrificio di Cristo, partecipa realmente al mistero della redenzione, e ne testimonia la via al fratello servendolo. Come è possibile questa partecipazione reale? Attraverso l’Eucaristia, sacramento della presenza reale di Cristo e pegno della vita eterna. C’è uno stretto legame circolare tra l’umiltà di Dio, il servizio e la grazia santificante derivante dalla consumazione del Corpo e Sangue di Cristo. Il Figlio dell’uomo, infatti, umile Agnello innocente, offrendo sé stesso per la nostra salvezza, glorificato dal Padre con la stessa gloria che aveva quando era presso di Lui, ha conseguito per noi una eredità (la grazia della salvezza) alla quale noi partecipiamo sin da ora attraverso l’Eucaristia, pegno di tale eredità. Essa è il segno reale posto nella storia di ogni uomo e dell’umanità che dà senso al nostro “vivere per”: ogni servizio, ogni gesto di dedizione personale alla costruzione del Corpo di Cristo che è la Chiesa, ha nell’Eucaristia la sua fonte e il suo significato.

Preghiera:

Dio, Padre onnipotente, assisti col tuo Spirito il nostro impegno quotidiano, perché in esso si manifesti sempre di più la vocazione del battezzato a servire il tuo regno e sempre meno la soddisfazione di un orgoglio che nasce dalla nostra condizione di peccatori.

Agire:

Poniamoci al servizio dei più bisognosi, ma facciamo sempre precedere dalla partecipazione alla Santa Messa questo tempo dedicato agli altri.

Meditazione del giorno a cura di Don Emilio Bettini, tratta dal mensile Messa Meditazione, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

About Redazione

Share this Entry

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione