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Benedetto XVI chiede rispetto per i bambini maltrattati

Nel visitare la Chiesa di Santa Maria della Vittoria di Praga

ROMA, domenica, 27 settembre 2009 (ZENIT.org).- Rispetto per i bambini e unità e concordia per tutte le famiglie. E’ quanto ha invocato questo sabato Benedetto XVI nel rendere omaggio alla statua del Bambino Gesù di Praga.

Dopo il suo arrivo nella capitale della Repubblica Ceca, il Papa si è recato nella Chiesa di Santa Maria della Vittoria, eretta tra il 1611 e il 1613 per i luterani tedeschi, e poi ricostruita in seguito alla vittoria riportata dall’esercito della Lega Cattolica sui ribelli protestanti, durante la Guerra dei Trent’anni, in occasione della “Battaglia della Montagna Bianca” dell’8 novembre 1620.

Qui ha reso omaggio alla piccola statua di legno e cera del Bambino Gesù, custodita in questa Chiesa fin dal 1628 e di cui esistono numerose riproduzioni soprattutto in Slovacchia, Germania e anche nelle Filippine.

Per l’occasione, Benedetto XVI ha regalato una corona per la Sacra Immagine del Bambino, cui in passato sono stati attribuiti parecchi fenomeni miracolosi.

Nel suo breve discorso, il Santo Padre ha sottolineato come nel Santo Bambino di Praga si rifletta il “mistero dell’Incarnazione” e allo stesso tempo sia possibile contemplare “la bellezza dell’infanzia e la predilezione che Gesù Cristo ha sempre manifestato verso i piccoli”.

Eppure, ha esclamato, “quanti bambini invece non sono amati, né accolti, né rispettati! Quanti sono vittime della violenza e di ogni forma di sfruttamento da parte di persone senza scrupoli!”.

“Possano essere riservati ai minori quel rispetto e quell’attenzione loro dovuti: i bambini sono il futuro e la speranza dell’umanità”, ha affermato con forza.

Il Papa ha quindi rivolto il proprio pensiero a tutte le famiglie del mondo, invocando su di loro “il dono dell’unità e della concordia per tutte le famiglie”.

“Pensiamo specialmente a quelle giovani, che debbono fare tanti sforzi per dare ai figli sicurezza e un avvenire dignitoso”, ha detto.

“Preghiamo per le famiglie in difficoltà, provate dalla malattia e dal dolore, per quelle in crisi, disunite o lacerate dalla discordia e dall’infedeltà”.

“Tutte le affidiamo al Santo Bambino di Praga, sapendo quanto sia importante la loro stabilità e la loro concordia per il vero progresso della società e per il futuro dell’umanità”, ha quindi concluso.

Secondo la tradizione, la statuetta del Bambino Gesù di Praga risalirebbe al XVII secolo e sarebbe stata portata dalla Spagna dalla principessa Polyxena di Lobkowicz, che nel 1628 l’ha affidata all’ordine dei padri Carmelitani Scalzi, presso il convento di Santa Maria della Vittoria.

Dalla metà del 1700, quando per prime se ne occuparono Anna Loragh e Sibylla Schayemaier, la statua ha degli abiti fatti a mano, di grande fattura, che si cambiano periodicamente. Attualmente questi abitini sono oltre 100 fra cui uno tessuto personalmente dall’Imperatrice d’Austria Maria Teresa.

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