Pope Francis in the don Bosco sepulture

Papa Francesco - Sepolcro di Don Bosco - Foto © Servizio Fotografico - Vatican Media

Il Papa ai Salesiani: “Non deludete le aspirazioni profonde dei giovani”

In una lettera in occasione del bicentenario della nascita del fondatore, Francesco esorta i figli e le figlie di don Bosco a incentivare l’educazione al corretto uso dei nuovi media e a promuovere il volontariato

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Quando ormai manca un mese esatto al bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco (16 agosto 1815 – 31 gennaio 1888), papa Francesco ha recapitato una lettera di auguri al rettor maggiore dei Salesiani, don Àngel Fernández Antime, con un invito a “richiamare gli aspetti essenziali dell’eredità spirituale e pastorale di Don Bosco ed esortare a viverli con coraggio”.

Un mese dopo la sua visita alla prima casa generalizia salesiana a Torino, il Santo Padre ha quindi compiuto una riflessione sul ruolo dell’educazione al giorno d’oggi.

“Don Bosco ci insegna anzitutto a non stare a guardare, ma a porsi in prima linea per offrire ai giovani un’esperienza educativa integrale”, scrive il Papa.

Nonostante la secolarizzazione e i grandi cambiamenti che hanno coinvolto l’Italia e l’Europa negli ultimi due secoli, la sfida educativa rimane identica a prima, perché ancora oggi “i ragazzi e le ragazze sono aperti alla vita e all’incontro con Dio e con gli altri”, pur persistendo “rischio di scoraggiamento, di anemia spirituale e di emarginazione”.

Così, mentre è viva nella memoria della Chiesa, la figura di don Bosco come “santo educatore e pastore”, che ha “accolto dallo Spirito Santo un carisma per i nostri tempi moderni”, rimane più che mai attuale la sua “pedagogia genuinamente umana e cristiana, animata dalla preoccupazione preventiva e inclusiva, specialmente per i ragazzi dei ceti popolari e delle fasce marginali della società”, ai quali il santo, attraverso l’istruzione e formazione professionale, offrì la possibilità di diventare “buoni cristiani e onesti cittadini”.

Francesco individua nella “amorevolezza”, intesa come “simpatia”, “affetto”, “comprensione” e “partecipazione alla vita dell’altro”, il “tratto caratteristico della pedagogia di don Bosco”, che esige dall’amore, la sua espressione in “gesti concreti ed efficaci”.

Grazie a questa pedagogia, “tanti bambini e adolescenti negli ambienti salesiani hanno sperimentato una intensa e sana affettività, molto preziosa per la formazione della personalità e il cammino della vita”, ha sottolineato il Pontefice.

“Tratti distintivi” dell’educazione salesiana sono inoltre: la presenza dell’educatore come “padre, maestro e amico del giovane”; il “clima di allegria e di festa”; l’importanza attribuita alle attività ludiche, ricreative e sportive.

Don Bosco, quindi, “visse la consegna totale di sé a Dio in uno slancio per la salvezza delle anime e realizzò la fedeltà a Dio e ai giovani in un medesimo atto di amore”, che lo portò ad “uscire”, compiendo “scelte coraggiose”, prima tra tutte, quella di occuparsi dei “giovani poveri”, senza trascurare di assecondare il proprio “instancabile impulso missionario”.

Quella di don Bosco fu “una grande passione per la salvezza della gioventù”, che egli manifesta come “testimone credibile di Gesù Cristo e annunciatore geniale del suo Vangelo, in comunione profonda con la Chiesa, in particolare con il Papa”, e che accompagna ad una “devozione forte e tenera alla Madonna, da lui invocata come Immacolata e Ausiliatrice dei cristiani”.

Oggi, prosegue il Santo Padre, i Salesiani vivono “nuove frontiere educative e missionarie”, tra cui figurano “idolatria del denaro, inequità che genera violenza, colonizzazione ideologica e sfide culturali legate ai contesti urbani”. Anche la “diffusione di internet” è un aspetto che interpella i “figli e figlie di don Bosco”.

L’auspicio del Papa è che la fedeltà al carisma del fondatore aiuti i salesiani a “non deludere le aspirazioni profonde dei giovani: il bisogno di vita, apertura, gioia, libertà, futuro; il desiderio di collaborare alla costruzione di un mondo più giusto e fraterno, allo sviluppo per tutti i popoli, alla tutela della natura e degli ambienti di vita”.

Due compiti in particolare sono evidenziati da Francesco nella lettera: 1) educare secondo l’antropologia cristiana al linguaggio dei nuovi mezzi di comunicazione e delle reti sociali; 2) promuovere forme di volontariato sociale, non rassegnandosi alle ideologie che antepongono il mercato e la produzione alla dignità della persona e al valore del lavoro.

Alla luce dell’“emergenza educativa” sottolineata dal suo predecessore Benedetto XVI, il Pontefice invita poi la Famiglia Salesiana a favorire “un’efficace alleanza educativa tra diverse agenzie religiose e laiche”, richiamando quindi “la inderogabile necessità di coinvolgere le famiglie dei giovani”.

In conclusione, il Santo Padre esprime un “cordiale incoraggiamento” ai Salesiani ad assumere l’eredità del loro fondatore “con la radicalità evangelica che è stata sua nel pensare, parlare e agire, con la competenza adeguata e con generoso spirito di servizio, come Don Bosco, con i giovani e per i giovani”.

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Luca Marcolivio

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