Domani, papa Francesco parteciperà all’inaugurazione del 184° Capitolo Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, che si terrà nella chiesa dedicata al santo vescovo di Ippona, situata a pochi passi da piazza Navona.

I padri proseguiranno il Capitolo fino alla metà di settembre, presso l’Istituto Patristico “Augustinianum”. Con il medesimo decade il mandato dell’attuale priore generale, padre Roberto Prevost, sarà eletto un nuovo superiore e si preparerà il programma per i prossimi sei anni.

Per l’occasione ZENIT ha intervistato padre Angelo Di Placido, parroco della chiesa di Sant’Agostino a Roma, che ha raccontato come ha avuto origine questo invito al Santo Padre e qualche altro particolare sull’evento.

Come è nata l’idea di questa visita?

Padre Angelo Di Placido: Non è nata per caso ma a seguito di un episodio. Chiesi di poter concelebrare a Santa Marta con il Santo Padre in occasione dei miei 70 anni e mi fu concesso. Poi, come è sua consuetudine, il Papa parlò con tutti e, in quella circostanza, gli ho espresso tutta la mia gratitudine. Mi presi la libertà di scherzare con lui, dicendogli di essere più anziano in fatto di sacerdozio, sebbene ci fossimo ordinati lo stesso anno – io in marzo, lui in dicembre – e il Papa ha riso di gusto.

Sapendo che soggiornava in una residenza del clero, qui vicino alla chiesa di Sant’Agostino, gli ho detto: sicuramente sarà venuto qui molte volte, poiché siamo lungo il percorso che porta in Vaticano. “Padre – mi ha riposto Francesco – forse persino Santa Monica si sarà stancata delle mie preghiere, per le molte volte che sono entrato in questa chiesa a pregare sulla sua tomba, perché ci sono molte famiglie che ne hanno bisogno, nel mondo d’oggi che è in crisi”.

Al mio priore generale, prima di andare a Santa Marta, avevo chiesto se potevamo invitarlo. E lì mi è venuto spontaneo dire al Papa: “Se Lei è venuto da cardinale, perché non viene come pontefice?”. Ci sono due motivi, uno perché c’è un po’ di familiarità tra noi, come ho accennato pocanzi. Inoltre, perché nel giorno di Sant’Agostino si apre il Capitolo generale dell’ordine degli Agostiniani.

E cosa le ha riposto?

Padre Angelo Di Placido: Non mi ha dato una risposta definitiva. Poi il priore generale ha scritto la lettera ed è iniziata questa avventura che vivremo domani.

È mai capitata la presenza di un papa in altri Capitoli generali?

Padre Angelo Di Placido: Credo sia la prima volta nella storia che un papa inaugura un Capitolo generale dell’ordine degli Agostiniani. Negli altri capitoli, dopo l’elezione del nuovo priore generale, si andava a Castel Gandolfo per salutare il papa che teneva un discorso e l’incontro si concludeva con una foto. Domani ci sarà una celebrazione e un momento di grazia per l’ordine. Anche perché questo papa, come tutti i papi, è speciale e abbiamo bisogno di lui in questo momento speciale.

C’è un lato “agostiniano” in Francesco?

Padre Angelo Di Placido: Azzarderò un po’: il nostro carisma è condurre una vita di comunità. Di fatto la nostra regola inizia dicendo: “Cari fratelli, si cerchi innanzitutto Dio e lo si cerchi tutti insieme”. Come fece Sant’Agostino, che era un laico e si unì con i suoi amici per studiare, per vivere e per predicare la Sacra Scrittura.

Poi fu obbligato a diventare presbitero e, quindi, vescovo ma mai abbandonò l’idea di vivere nella comunione dei beni e delle anime. In papa Francesco vedo questo. Il fatto che non ha voluto vivere da solo negli appartamenti pontifici, per poter parlare e mangiare con gli altri, mi pare qualcosa di simile allo stile agostiniano, che è la regola apostolica degli Atti degli Apostoli nei primi versi.

È vero che Francesco ha citato varie volte Sant’Agostino?

Padre Angelo Di Placido: Lo cita anche nell’enciclica Lumen Fidei, sebbene sappiamo sia stata scritta con papa Ratzinger, che cita Sant’Agostino in numerose occasioni.

Come le sembra la predicazione di papa Francesco?

Padre Angelo Di Placido: Francesco è molto descrittivo, usa parole e immagini, non mi potrò mai dimenticare di quell’omelia a Santa Marta. Iniziò commentando San Paolo che parlava dei carismi e dei doni dello Spirito e che tutti dobbiamo vivere questi doni. Mentre il mondo ci invita a vivere altri doni. Ma noi non possiamo fare una “macedonia”, ascoltando un po’ lo Spirito, un po’ il mondo. Perché Gesù ha detto: o con me o contro di me. E questa parola “macedonia”, qualcuno potrà mai cancellarmela?