Una "leadership creativa" per la pace in Terra Santa

L’auspicio dei vescovi del CCEE al termine del vertice annuale a Gerusalemme

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GERUSALEMME, giovedì, 12 gennaio 2012 (ZENIT.org) – Al termine del loro vertice annuale, i vescovi del Coordinamento della Terra Santa, facente capo al Consiglio della Conferenza Episcopale Europea, hanno ribadito l’urgenza di un negoziato israelo-palestinese.

“Mentre la fede che vediamo tra i cristiani in Terra Santa è per tutti noi un esempio – affermano i presuli nel loro documento finale – abbiamo sentito tante volte e visto con i nostri occhi che l’occupazione e l’insicurezza, la paura e la frustrazione dominano la vita delle persone in questa terra”.

I vescovi manifestano la convinzione che “essere pro-israeliano è anche essere pro-palestinese” e che incolparsi a vicenda “è una abdicazione di responsabilità e un fallimento dell’autorità, l’autorità di cui le persone hanno bisogno”.

Per raggiungere una pace duratura, è necessario che i due popoli vivano “in sicurezza in Stati sovrani e all’interno di frontiere sicure e internazionalmente riconosciute”, secondo le testuali parole di papa Benedetto XVI indirizzate al Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede lo scorso 9 gennaio.

Essendo il dialogo minacciato dall’“estremismo” e dall’“intolleranza”, i vescovi del Coordinamento della Terra Santa fanno appello “alla tolleranza e a una leadership creativa e coraggiosa, capace anche di mostrare perdono e umiltà, e di promuovere una pacifica coesistenza”.

Non mancano, tuttavia, segnali di speranza, tra i quali i vescovi evidenziano “l’Assemblea delle Chiese per il Sinodo del Medio Oriente, l’aumento dei pellegrini, la cooperazione interreligiosa vista in Galilea esempio per tutti, i progetti abitativi del Patriarcato e della Custodia di Terra Santa, gli sforzi umanitari nel campo dell’istruzione e della cultura delle organizzazioni cattoliche per sostenere le comunità locali”.

In modo particolare viene lodata “testimonianza costante” delle comunità cristiane incontrate dai vescovi del Coordinamento a Gaza, a Nablus, a Gerusalemme e in Galilea. “Riconosciamo anche i progressi registrati nel negoziato tra Santa Sede e Israele che fanno sperare in una soluzione vicina”, aggiungono i presuli.

Il documento si chiude con l’auspicio che i leader politici israeliani e palestinesi mostrino “coraggio, determinazione e creatività in modo da concretizzare le speranze della maggioranza per realizzare una pacifica coesistenza nella fedeltà al loro essere ebrei, cristiani e musulmani”.

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ZENIT Staff

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