La Chiesa italiana istituisce una Scuola per formare dirigenti sportivi

Lo scandalo del calcioscommesse non si risolve con il lifting

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ROMA, martedì, 16 agosto 2011 (ZENIT.org).- La Conferenza Episcopale Italiana (CEI) istituisce una Scuola di pensiero per formare una nuova generazione di dirigenti sportivi.

Ad annunciarlo è stato il presidente della Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, Edio Costantini, nel commentare le richieste di condanna avanzate dal procuratore federale Stefano Palazzi nell’ambito del processo sportivo sul calcioscommesse per 18 società e 26 tesserati e su cui la Commissione disciplinare nazionale (Cdn) della FIGC ha emesso la scorsa settimana la sentenza di primo grado, che ha sanzionato tra gli altri Giuseppe Signori con cinque anni di squalifica e radiazione.

Parlando delle decisioni della Disciplinare come di una “superficiale operazione di estetica”, Costantini ha ricordato che “la risposta della Chiesa e dell’associazionismo sportivo cattolico deve essere di tipo culturale ed educativo”.

E a questo proposito, ha aggiunto, “l’Ufficio Nazionale per la pastorale del tempo libero, turismo e sport della Conferenza Episcopale Italiana, in collaborazione con la Sezione Chiesa e sport della Santa Sede e la Fondazione Giovanni Paolo II per lo sport, ha istituito una Scuola di pensiero con l’obiettivo di formare una nuova classe di dirigenti sportivi, di allenatori, di educatori e perfino di arbitri e insegnanti”.

“La prima fase della Scuola, Uno sport per l’uomo aperto all’Assoluto, si concluderà a fine novembre – ha continuato –. Un gruppo di 60 persone, tra cui dirigenti, allenatori, docenti universitari, sacerdoti e studenti, provenienti da tutta Italia e con un rigoroso calendario di incontri e di studio, si propone di riscrivere e di promuovere un nuovo modello educativo e di cultura sportiva da mettere a disposizione dell’associazionismo sportivo italiano”.

“Solo uno sport che ‘rimette al centro il bene ultimo dell’atleta, la sua dignità e la questione educativa’, può ridare credibilità all’intero sistema sportivo e al calcio italiano – conclude Costantini –. L’obiettivo è formare cittadini e sportivi migliori, che stiano alla larga dalle seduzioni del doping, del denaro e della vittoria a tutti i costi. Sportivi che siano anche persone ‘umanamente e spiritualmente mature’, come chiede Papa Benedetto XVI, che sappiano disinnescare, attraverso stili di vita positivi, la cronica ciclicità degli scandali nello sport, da Calciopoli a Scommessopoli”.

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ZENIT Staff

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