San Tommaso e l’Eucaristia oggi

Intervista al presidente della Società Internazionale Tommaso D’Aquino

Print Friendly, PDF & Email
Share this Entry


di Antonio Gaspari e Maurizio Tripi

ROMA, giovedì, 21 ottobre 2010 (ZENIT.org).- L’Eucaristia è il tema su cui la Società Internazionale Tommaso D’Aquino (SITA) discuterà nel convegno annuale in programma a Roma il 5 novembre presso la Pontificia Università San Tommaso “Angelicum”.

La scelta del tema ha preso spunto dal discorso tenuto da Benedetto XVI durante l’Udienza generale del 2 giugno scorso, in cui il Papa ha definito san Tommaso d’Aquino come “un’anima squisitamente eucaristica”, ricordando la composizione dei testi liturgici per la festa del Corpus Domini, commissionatigli da Papa Urbano IV.

A partire dalla riflessione teologica di Tommaso d’Aquino, i partecipanti al convegno rifletteranno su alcuni aspetti della questione della Eucaristia: scritturistici, teologici, liturgici, artistici.

Tra i relatori: il Cardinale Antonio Cañizares Llovera, Prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti; padre Vincenzo Benetollo, O.P., presidente della SITA; padre Stefano Philip, O.P. (Università di Olomuc, Repubblica Ceka); il prof. Rodolfo Papa (Pontificia Università Urbaniana, Roma), il prof. Padre Manlio Sodi (Università Pontificia Salesiana, Roma); il rev. prof. Robert Wielock (Pontificia Università della Santa Croce, Roma), padre Cesare Giraudo S.I. (Pontificia Università Gregoriana, Roma); e padre Arturo Ruiz Freites IVE (Centro di Alti Studi San Bruno Vescovo di Segni, Roma).

Il convegno si concluderà il 6 dicembre con una visita al Duomo di Orvieto e Bolsena, a ricordo del miracolo eucaristico.

Per meglio conoscere ragioni e contenuti dell’interessante convegno, ZENIT ha intervistato padre Vincenzo Benetollo.

Come è perchè avete scelto l’Eucaristia come tema di riflessione per il convegno annuale della SITA?

Benetollo: Anzitutto perché l’Eucaristia è il cuore della vita cristiana, e quindi è sempre attuale. Con questo sacramento Gesù prolunga tra noi, sacramentalmente, la sua passione, morte e risurrezione perché anche noi, in Lui, viviamo giorno per giorno la nostra passione, morte e risurrezione. Un altro motivo è che san Tommaso, a cui si richiama la nostra Società Internazionale Tommaso d’Aquino (SITA), è ancora il maestro insuperato della teologia eucaristica. Pensi, solo per fare un esempio, che la sua dottrina sulla transustanziazione è talmente azzeccata che il Concilio di Trento l’ha fatta propria.

La secolarizzazione e l’indebolimento della pratica religiosa che ha toccato la Chiesa cattolica nel periodo post-Concilio ha  influenzato negativamente la conoscenza e la frequenza all’Eucaristia. Era così anche ai tempi di san Tommaso? E in che modo il santo Aquinate spiega e invita i fedeli all’Eucaristia?

Benetollo: Non c’è dubbio che ogni affievolimento della fede si traduce immediatamente in un minor apprezzamento dell’azione della Chiesa e dei suoi sacramenti, soprattutto del sacramento più importante, cioè dell’Eucaristia. Il Medioevo, in genere, aveva una fede che trasportava le montagne, cioè costruiva le cattedrali.

L’opera di san Tommaso è stata efficace soprattutto in questo. Egli, che ha dato le spiegazioni teologiche più adeguate del sacramento, non ha prodotto solo concetti astratti, ma ha trasmesso negli scritti anche il suo sentimento e la sua passione di anima innamorata del sacramento. Per averne conferma è sufficiente pregare con i suoi inni eucaristici, che non a caso sono diventati il patrimonio unico, e quasi esclusivo, della spiritualità eucaristica.

Qual è l’attualità e l’efficacia degli insegnamenti di san Tommaso oggi?

Benetollo: Nell’Eucaristia è racchiuso il mistero e la forza del cristianesimo. Il mistero della Passione del figlio di Dio e l’amore per l’umanità del Signore.

In che modo il convegno cercherà di illustrare i fondamenti dell’Eucaristia?

Benetollo: Il convegno presenterà il nucleo dell’insegnamento di san Tommaso sul mistero eucaristico. Presenterà anche qualche arricchimento storico, liturgico ed esegetico. Ma forse il convegno vuole anche sottolineare che l’Eucaristia si capisce e si penetra nella misura in cui si ama, perché l’Eucaristia è vita, è amore che si dona, è Dio che vuole incontrare la sua creatura cuore a cuore.

 Tra gli approfondimenti scritturistici, teologici, liturgici, c’è anche la via della bellezza artistica consigliata dal Santo Padre e che sembra molto efficace. Qual è il suo parere in proposito?

Benetollo: L’Eucaristia è il dono più grande, più bello e più sublime che Dio ha lasciato all’umanità. Ora, per esprimere il sublime, noi uomini non abbiamo altro che l’arte nelle sue varie forme, come la poesia, la musica, la pittura ecc. L’arte ha il grande pregio di elevare non solo la mente, ma anche il cuore e il sentimento, tanto che il suo effetto assomiglia a quello del rapimento dalla realtà in cui viviamo.

A proposito della visita da voi programmata al Duomo di Orvieto dove ha avuto luogo uno dei più noti miracoli eucaristici, lei sa che ancora oggi alcuni studiosi tedeschi mettono in dubbio quell’evento strabiliante.  Che cosa ne pensa?

Benetollo: Penso che dobbiamo tornare a essere più semplici, secondo l’esortazione evangelica, perché nessun miracolo è evidente per coloro che hanno il cuore chiuso o lontano. Ma era così anche ai tempi di Gesù.

Print Friendly, PDF & Email
Share this Entry

ZENIT Staff

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione