ROMA, lunedì, 18 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Rappresentanti ecclesiali e civili di quattro Paesi africani si sono incontrati di recente e hanno firmato una dichiarazione per chiedere alla comunità internazionale di fermare la guerriglia che terrorizza parte dell'Africa.

Circa 30 leader hanno infatti apposto la propria firma al comunicato che chiede ai leader nazionali e internazionali di impegnarsi di più per evitare gli attacchi dell'Esercito di Resistenza del Signore (Lords Resistance Army, LRA), che minaccia Sudan, Repubblica Democratica del Congo, Uganda e Repubblica Centrafricana.

La dichiarazione esorta i Governi dei Paesi a collaborare per domare la minaccia rappresentata dall'LRA e chiede un maggiore sostegno umanitario per aiutare i rifugiati e gli sfollati.

Il Vescovo Edward Hiiboro Kussala di Tombura-Yambio (Sud Sudan), che ha organizzato l'incontro, ha sottolineato all'associazione caritativa internazionale Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS) la necessità di una pressione internazionale per riportare la sicurezza nella regione.

“Siamo stati dimenticati dal nostro Governo e dalla comunità internazionale, e ciò vuol dire che l'LRA può fare ciò che vuole”, ha affermato.

La violenza dei ribelli si è esplicitata pochi giorni prima dell'inizio dell'incontro, quando almeno 8 persone sono state uccise a colpi di machete.

Altre 14 sono rimaste gravemente ferite durante l'attacco, avvenuto a Yambio, capitale regionale dello Stato dell'Equatore Occidentale, sede del Vescovo e luogo in cui si è svolta la conferenza.

“L'impatto dell'LRA è terribile”, ha confessato il Vescovo Hiiboro. “Ci sono moltissimi rifugiati e sfollati che cercano di fuggire agli assalti. I ribelli distruggono proprietà, lasciano i bambini orfani, e con tante persone che fuggono non ci sono più scuole o servizi sociali”.

Il presule ha anche sottolineato i limiti di una risposta militare. “La gente continua a soffrire e a morire. Vogliamo dire che abbiamo bisogno di un'altra opzione – un'opzione di dialogo pacifico”.

Il Vescovo ha detto che non è chiaro chi sostenga i ribelli. Alcuni affermano che l'LRA è colluso con il regime islamista del Presidente sudanese Omar al Bashir.

“Ci sono persone che danno ai ribelli armi e cibo, e permettono loro di avere comunicazioni telefoniche. E' difficile dire chi li aiuta. E' ovvio che ricevono un sostegno significativo visto che sono equipaggiati così bene”, ha commentato.

Si teme che l'LRA influenzerà anche il referendum sulla possibile indipendenza del Sud Sudan, previsto a gennaio.