Pericoloso il secolarismo della carità, ridotta a filantropia

Afferma don Flavio Peloso, direttore generale dell’Opera Don Orione

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 13 giugno 2010 (ZENIT.org).- “Oggi, il secolarismo della carità, ridotta a filantropia, è da temere quanto il secolarismo della fede ridotta ad etica”. Lo ha dichiarato don Flavio Peloso, direttore generale dell’Opera Don Orione a margine del XIII capitolo generale in corso ad Ariccia, nei pressi di Roma, dal 30 maggio al 23 giugno sul tema “Solo la carità salverà il mondo”.

L’incontro riunisce 46 padri capitolari provenienti dalle oltre 30 nazioni in cui è presente l’Opera Don Orione.

“Ho colto in questo Capitolo – ha detto don Peloso , settimo successore di san Luigi Orione, riconfermato per un altro sessennio Superiore generale il 12 giugno – un forte movimento di ricerca di maggiore identità e autenticità nella nostra testimonianza della carità. È un movimento spirituale prima che operativo, perché Dio è la carità”.

“Per questo – ha continuato –, con la nostra vita spirituale e con l’organizzazione delle nostre attività, dobbiamo passare dalle opere di carità alla carità delle opere, cioè alla testimonianza di Dio”.

Don Flavio Peloso, è nato a Lonigo (Vicenza) 58 anni fa; è dottore in Liturgia, studioso di storia e di spiritualità, con ampia conoscenza ecclesiale internazionale.

Sono stati eletti anche il Vicario generale, Joao Assis Gomes de Assis, brasiliano di 51 anni, e l’Economo generale, Fulvio Ferrari, italiano di Modena di 53 anni.

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ZENIT Staff

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