I Vescovi australiani ai giovani: “lottare contro l'ingiustizia”

A un anno dalla GMG di Sydney

Print Friendly, PDF & Email
Share this Entry

di Inma Álvarez

SYDNEY, giovedì, 17 settembre 2009 (ZENIT.org).- Raccogliendo la sfida lanciata da Papa Benedetto XVI nella Giornata Mondiale della Gioventù dell’estate 2008, i Vescovi australiani invitano i giovani a lottare per la giustizia sociale come parte della loro testimonianza cristiana.

Lo ha affermato monsignor Anthony Fisher, Vescovo ausiliare di Sydney, nella presentazione ufficiale del documento “And You Will Be My Witnesses. Young peple and justice” (“E sarete miei testimoni. I giovani e la giustizia”) della Conferenza Episcopale Australiana per la Domenica della Giustizia Sociale (Social Justice Sunday), che si celebrerà nel Paese il 27 settembre.

I Vescovi hanno voluto così accogliere la sfida presentata dal Pontefice in Australia: “Cosa lascerete alla prossima generazione? Che eredità lascerete ai giovani che vi succederanno?”.

Secondo monsignor Christopher Saunders, Vescovo di Broome e presidente del Consiglio Cattolico per la Giustizia Sociale, la GMG di Sydney ha rappresentato “un’opportunità per i giovani e per tutti noi” di essere “agenti di speranza e di pace”.

Per i presuli, a Sydney “è successo qualcosa di speciale” e, soprattutto per i giovani australiani, ci sono stati un prima e un dopo.

“Siamo testimoni della vostra passione e dell’impegno nelle questioni della giustizia sociale, e della vostra preoccupazione per i vostri fratelli e le vostre sorelle che in Australia e in altri luoghi soffrono le piaghe della povertà, della guerra, dello sfruttamento e della persecuzione”, afferma il messaggio.

I Vescovi si rifanno a quell’esperienza per proporre ai giovani un maggiore impegno per la giustizia come parte della loro testimonianza cristiana: “Quando affrontate questa sfida e considerate come rispondere, siate sicuri che non siete soli”.

“Generazioni di giovani hanno risposto alla chiamata di essere una forza di giustizia sociale nel nostro mondo”, affermano, ricordando l’opera sociale di Caroline Chisholm nei confronti degli immigrati, della beata Mary MacKillop con le sue scuole e gli orfanotrofi e di Eileen O’Connor per i poveri, tutte cristiane australiane.

Al suo arrivo a Sydney, ricordano i Vescovi, il Papa parlò delle ingiustizie commesse contro gli aborigeni australiani, dei malati e degli emarginati, degli immigrati e del rispetto della libertà religiosa.

“Il Santo Padre ha sottolineato che la vera pace si base sulla verità, e che il nostro impulso verso la giustizia e la pace ci rende assetati della verità e della virtù”.

“State attenti! Ascoltate! Attraverso la dissonanza e la divisione del nostro mondo, potete sentire la voce concorde dell’umanità? Dal bambino indifeso in un campo del Darfur, da un adolescente con problemi, da un padre ansioso in qualche sobborgo o forse anche ora nel profondo del vostro cuore, nasce lo stesso grido umano di riconoscimento, di appartenenza, di umanità”.

“Arricchiti dai doni dello Spirito, avrete il potere di andare al di là delle visioni parziali, della vuota utopia, della fugacità, per offrire la coerenza e la certezza della testimonianza cristiana”, aggiungono.

In particolare, i presuli hanno insistito sulla necessità di aiutare i giovani aborigeni, molti dei quali vivono in condizioni di emarginazione nella società australiana.

Per ulteriori informazioni: www.socialjustice.catholic.org.au

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

Print Friendly, PDF & Email
Share this Entry

ZENIT Staff

Sostieni ZENIT

Se questo articolo ti è piaciuto puoi aiutare ZENIT a crescere con una donazione