Una bussola etica per la biomedicina

Conversazione sull’Istruzione vaticana “Dignitas personae”

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ROMA/QUERÉTARO, mercoledì, 17 dicembre 2008 (ZENIT.org).- Il 12 dicembre, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha pubblicato un documento sui problemi etici che tratta anche della manipolazione genetica nelle fasi iniziali della vita umana.

L’Istruzione “Dignitatis personae. Su alcune questioni di bioetica” è stata pubblicata per far fronte ai problemi di discernimento etico sulla fecondazione artificiale, gli embrioni congelati, il congelamento degli ovuli, la pillola del giorno dopo e un gran numero di interventi umani nel processo naturale della fecondazione e della vita.

Per parlare di questi temi che oggi colpiscono la coscienza cattolica, ZENIT ha intervistato padre Fernando Pascual, L. C., docente di Filosofia e Bioetica presso l’Ateneo pontificio “Regina Apostolorum” di Roma.

In cosa consiste la nuova Istruzione “Dignitatis personae”?

P. Fernando Pascual: Si tratta di un documento che porta avanti e approfondisce gli insegnamenti offerti in altri testi della Chiesa che affrontano problemi etici delle fasi iniziali della vita umana. In concreto, è un complemento e un’attualizzazione dell’Istruzione “Donum vitae” (1987) e dell’Enciclica di Giovanni Paolo II “Evangelium vitae” (1995).

Perché la Chiesa ha sentito la necessità di pubblicare questo nuovo documento?

P. Fernando Pascual: La Chiesa ha la missione di illuminare la coscienza dei cattolici e delle persone di buona volontà di fronte ai problemi e alle situazioni che hanno bisogno di un discernimento etico. In questo caso, le tecniche di fecondazione artificiale si sono sviluppate notevolmente negli ultimi anni, per cui è stato necessario ricordare i criteri offerti dall’Istruzione “Donum vitae” e applicarli alle nuove situazioni.

In concreto, quali sono le principali novità del documento?

P. Fernando Pascual: Oltre a offrire una riassunto dei criteri etici di cui si deve tener conto, la “Dignitatis personae” tocca i seguenti temi: la ICSI (una variante della fecondazione in vitro), il problema degli embrioni congelati, il congelamento di ovuli, la riduzione embrionale, la diagnosi preimpianto, l’intercezione (attraverso l’uso della spirale e della pillola del giorno dopo), la controgestazione (con il ricorso alla RU 486), la clonazione, la terapia genica, le ricerche sulle cellule staminali adulte ed embrionali, la creazione di embrioni ibridi…

Sono molti argomenti…

P. Fernando Pascual: Sì, e su questi il documento stabilisce i criteri per un discernimento etico che si rendeva imprescindibile. Stiamo parlando di tecniche che si applicano alla vita umana nelle sue fasi iniziali. Se l’essere umano ha una dignità intrinseca e deve essere sempre considerato una persona, ciò vale non solo quando è adulto e può far valere i suoi diritti, ma anche quando è un embrione che si sviluppa nei momenti iniziali della sua esistenza.

Alcuni vedranno il documento come un insieme di divieti e diranno che la Chiesa è nemica della scienza…

P. Fernando Pascual: Il documento presenta sicuramente molti “no” di fronte alle tecniche che implicano un danno alla vita o alla salute degli embrioni, e di fronte a ogni atto che non rispetta la corretta trasmissione della vita dall’amore degli sposi e secondo un’antropologia ben fondata. Si tratta, usando una formula di Giovanni Paolo II, di denunciare il pericolo di una “scienza senza coscienza”. Allo stesso modo, dietro ogni “no” c’è un grande “sì”: un “sì” alla vita, alla difesa dei più deboli, al matrimonio, alla famiglia, a una scienza con etica e con coscienza.

C’è un punto che per anni ha diviso i teologi, ed è il tema degli embrioni congelati abbandonati. Cosa dice il documento su questo punto?

P. Fernando Pascual: Si tratta di una questione molto complessa e sulla quale si è discusso per anni. La “Dignitatis personae” dice chiaramente che siamo in un contesto estremamente ingiusto; lo aveva segnalato anni fa l’Istruzione “Donum vitae” e Papa Giovanni Paolo II lo ha ricordato in un discorso pronunciato nel 1996.

In questo discorso, che il nuovo documento riproduce in parte (al n. 19), Giovanni Paolo II rivolgeva “un appello alla coscienza dei responsabili del mondo scientifico ed in modo particolare ai medici perché venga fermata la produzione di embrioni umani, tenendo conto che non si intravede una via d’uscita moralmente lecita per il destino umano delle migliaia e migliaia di embrioni congelati, i quali sono e restano pur sempre titolari dei diritti essenziali e quindi da tutelare giuridicamente come persone umane”.

In altre parole, non si può far nulla in favore degli embrioni congelati.

P. Fernando Pascual: Credo che di fronte a una situazione così complessa il documento offra un’indicazione molto chiara: bisogna avere il coraggio di cambiare le leggi e i comportamenti che hanno portato a “produrre” e a congelare ingiustamente migliaia di embrioni. Ciò vuol dire che la società e i Governi dovrebbero proibire tutte le tecniche di riproduzione extracorporea (ICSI e FIVET), così come il congelamento di embrioni. Finché non si compirà questo passo, i vari sforzi proposti per tutelare gli embrioni congelati saranno insufficienti e il problema continuerà ad aumentare col passare degli anni.

Che accoglienza avrà un documento come questo?

P. Fernando Pascual: Tutto dipende dal grado di sensibilità etica delle persone e dallo sforzo da parte dei Vescovi, dei sacerdoti e di quanti difendono una bioetica ben fondata per saper spiegare la ricchezza dell’Istruzione “Dignitatis personae”. Come si dice alla fine di questa e come abbiamo già ricordato, non si tratta semplicemente di un insieme di divieti, ma di un invito coraggioso a coltivare e promuovere una scienza e una bioetica realmente rispettose della dignità dell’uomo in tutte le sue tappe, dal concepimento nel grembo materno al momento della morte naturale.

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ZENIT Staff

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