Esperti mondiali promuovono, dal Vaticano, relazioni più giuste tra Paesi

Presentata la XIII Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 26 aprile 2007 (ZENIT.org).- Qual è la via perché le relazioni tra Paesi diversi possano essere più giuste, eque e pacifiche? E’ l’interrogativo su cui si concentrerà la riflessione della XIII Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, convocata in Vaticano dal 27 aprile al 1° maggio.

Negli ultimi tempi, la Pontificia Accademia ha destinato alcune sessioni allo studio della globalizzazione, il che ha consentito di “comprendere la grave carenza di carità e giustizia da cui è afflitto il mondo in cui viviamo”.

Ciò viene sintetizzato in tre estremi: “sproporzionata ridistribuzione, promesse non mantenute e iniqua distribuzione”.

Consapevole che a questo si sommano “nuovi segni dei tempi che risultano molto preoccupanti” – “riemergere del nazionalismo”, “scarsa convergenza” tra Paesi ricchi e poveri, “povertà diffusa”, “debolezza del multilateralismo”, dubbio compimento degli “obiettivi del millennio”, “aiuti insufficienti e inefficaci”, “terrorismo e guerra” –, la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali dedica la sua prossima sessione plenaria allo studio del tema “Carità e giustizia nelle relazioni tra popoli e Nazioni”.

Presentata questo giovedì in Vaticano alla stampa, la convocazione accademica affronta le relazioni “tra Nazioni e popoli diversi”: “sviluppati”, “in via di sviluppo”, “emergenti” e “poveri”.

“Ci chiederemo se tali relazioni, alla luce del Magistero sociale della Chiesa, possano divenire più giuste, eque e pacifiche, e quali debbano essere le strade per il raggiungimento di tali obiettivi”, affermano gli accademici dell’organismo pontificio.

“In altre parole, è possibile una collaborazione nel campo della carità e della giustizia in un mondo globalizzato?”, si chiedono.

I temi annunciati verranno affrontati a partire dal cosiddetto appello alla carità e alla giustizia lanciato da Benedetto XVI, soprattutto nella sua enciclica “Deus caritas est”.

In parte si tratta di un’“enciclica sociale”, “non solo perché si rivolge alla virtù della carità, ma anche perché attribuisce primaria importanza alla virtù della giustizia”, sottolinea la Pontificia Accademia.

Questa sottolinea che “il Papa offre la più forte visione che sia mai stata formulata nell’età contemporanea circa la relazione tra politica e giustizia”. Benedetto XVI afferma infatti che “il giusto ordine della società e dello Stato è compito centrale della politica” (n. 28).

La Pontificia Accademia delle Scienze Sociali è stata fondata da Giovanni Paolo II nel 1994 con l’obiettivo di promuovere lo studio e il progresso delle scienze sociali, economiche, politiche e giuridiche alla luce della Dottrina Sociale della Chiesa.

Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha confermato che mercoledì prossimo, in questa sede, verranno presentate le conclusioni dei lavori su “Carità e giustizia nelle relazioni tra popoli e Nazioni”.

[Ulteriori informazioni, programma e partecipanti su: http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_academies/acdscien/documents/rc_pa_acdscien_doc_20070327_social_plenary-session-2007_programme_en.html ]

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ZENIT Staff

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