ROMA, domenica, 20 giugno 2004 (ZENIT.org).- Si è aperta a Roma il 18 giugno, la fase diocesana della causa di beatificazione dei coniugi Lelia Cossidente e Ulisse Amendolagine.

Una famiglia esemplare nella fede e nella vita. Una storia di amore coniugale benedetta da cinque figli, due dei quali sono diventati sacerdoti.

Riporta “Roma-sette”, il supplemento domenicale del quotidiano “Avvenire” (20 giugno 2004), che il cardinale Camillo Ruini ha sottolineato, nella loro vicenda umana e spirituale, l’importanza di: “Un matrimonio consolidato giorno dopo giorno dalla fede” .

“Fu soprattutto la scoperta reciproca di una fede, che costituì il punto di forza delle loro unione coniugale” e la “parrocchia carmelitana divenne il punto di riferimento della nuova famiglia”, ha spiegato il Vicario di Roma.

Ulisse era di Salerno, lavorava a Roma al Ministero degli interni, faceva parte del Terz’ordine Secolare dei Carmelitani, mentre Lelia era parte della Confraternita del santo Scapolare.

Sposatisi nella parrocchia di santa Teresa d’Avila affidata ai carmelitani, i coniugi Amendolagine fornirono una forte testimonianza di fede in un periodo di grande difficoltà: la fame, la guerra, i bombardamenti, la fuga da Roma.

Ruini ha raccontato che malgrado la vita difficile “la preghiera comune fu sempre il loro sostegno efficace e, a volte, miracoloso nelle difficoltà più grandi”.

Serenità e fede che nemmeno le malattie riuscirono a piegare. Lelia fu colpita da un tumore e morì all’età di 57 anni. Ulisse fu colpito da una paresi e morì 18 anni dopo la moglie.

Secondo il Vicario di Roma, sono almeno due le ragioni che hanno reso esemplare la vita dei due coniugi: “In primo luogo – ha precisato Ruini – il modo in cui essi hanno interpretato la vocazione e la missione di educare cirstianamente i loro cinque figli”, ed “in secondo luogo l’esempio di vita che hanno offerto durante il periodo della sofferenza”.

L’apertura della causa di beatificazione di Lelia e Ulisse Amendolagine, ben si coniuga con l’impegno della Diocesi di Roma che per il secondo anno ha affrontato il tema della famiglia.