di Nieves San Martín

DUBLINO, mercoledì, 25 novembre 2009 (ZENIT.org).- Padre Michael Sinnott, il sacerdote irlandese di 79 anni liberato illeso un mese dopo essere stato sequestrato nelle Filippine da un gruppo militante islamico (cfr. ZENIT, 16 ottobre 2009), ha dichiarato che desidera continuare a svolgere il suo servizio come missionario.

Il presbitero era stato rapito fuori dalla sua casa a Pagadian l'11 ottobre ed è stato liberato l'11 novembre.

“Nel futuro immediato spero di restare qui nelle Filippine, di tornare a fare il mio lavoro – ha confessato al canale nazionale irlandese Raidió Teilifís Éireann il 12 novembre –. Non so cosa diranno i miei superiori di questo, ma è il mio desiderio”.

Padre Sinnott, originario di Clonard, Wexford, ha detto a RTE: “Penso che se volevano sequestrare qualcuno avrebbero dovuto scegliere una persona molto più giovane, perché non sempre riuscivo a camminare rapidamente”.

Il quotidiano Irish Times ha reso noto che nella chiesa dell'Assunzione di Clonard, dove padre Sinnott è cresciuto, era stata eretta una cappella di preghiera con la sua fotografia.

Il sacerdote irlandese è stato consegnato all'Esercito filippino da alcuni rappresentati del Fronte Islamico di Liberazione Moro, un gruppo che lotta per l'indipendenza di Mindanao, un'isola del sud delle Filippine.

Il Fronte ha detto di non aver catturato Sinnott, ma di aver negoziato la sua liberazione con i sequestratori, un gruppo separato del movimento ribelle.

I rapitori avevano diffuso un video di padre Sinnott il 31 ottobre e chiedevano un riscatto di due milioni di dollari. Dopo la sua liberazione, il sacerdote è stato portato all'aeroporto di Manila, dov'è stato salutato dal Presidente filippino Gloria Macapagal Arroyo.

Il Ministro degli Esteri irlandese Micheál Martin ha detto l'11 novembre che non è stato pagato alcun riscatto. “Come in sequestri precedenti, il Governo irlandese non ha pagato riscatti – ha dichiarato –. Facendolo, avremmo solo messo in pericolo il lavoro vitale degli operatori umanitari e dei missionari di tutto il mondo”.

Il sacerdote appartiene alla Società Missionaria di San Colombano, un missionario irlandese vissuto tra il VI e il VII secolo che fondò molti monasteri in tutta l'Europa occidentale.

[Traduzione dallo spagnolo di Roberta Sciamplicotti]

Marco Tarquinio è il nuovo direttore di “Avvenire”

ROMA, martedì, 24 novembre 2009 (ZENIT.org).- Marco Tarquinio è il nuovo direttore di “Avvenire”, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana.

La nomina a pieno titolo di Tarquinio da parte del Consiglio di amministrazione – presieduto dal Vescovo di Albano, mons. Marcello Semeraro – arriva dopo quasi tre mesi di direzione ad interim del giornale, in seguito alle dimissioni di Dino Boffo.

“Affidando la direzione a Marco Tarquinio – si legge nel comunicato del Cda di Avvenire – l’editore ha inteso valorizzare in primo luogo la grande esperienza professionale che il giornale ha maturato in questi ultimi anni, divenendo un punto di riferimento del mondo cattolico ed un autorevole interlocutore della società e della cultura del nostro Paese”.

Nato il 16 marzo 1958 in Umbria – si legge nella biografia pubblicata da Avvenire – ha studiato tra Assisi e Perugia, ed è stato capo scout nell’Agesci. Sposato, con due figlie, è giornalista professionista dal 1988. Ha cominciato la sua carriera a La Voce, settimanale cattolico umbro.