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Yemen: disperso anche un salesiano

Dopo l’attentato contro le Missionarie delle Carità, non si hanno più notizie di don Thomas Uzhunnalil

Mentre è ancora vivo lo sgomento per la barbara uccisione delle quattro Missionarie della Carità nel loro convento di Aden, da parte di un gruppo di terroristi islamici, c’è apprensione anche per le sorti un salesiano operativo anch’egli nella capitale yemenita.

Secondo quanto riferito dal segretario ispettoriale di Bangalore, don Valarkote Mathew, sdb, non si hanno più notizie di don Thomas Uzhunnalil, che si trovava ad Aden al momento dell’attentato contro le suore.

57 anni, indiano, appartenente all’Ispettoria Salesiana di Bangalore, don Thomas Uzhunnalil è missionario nello Yemen dal 2012. Da 29 anni, i salesiani sono presenti nel paese arabo, dove sono gli unici sacerdoti cattolici. La collaborazione tra Salesiani e Missionarie della Carità è sempre stata molto stretta.

“Sembra che sia stato portato via, ma questo è ancora da confermare. Abbiamo ricevuto una chiamata da padre M.K. George, che è attualmente in Hodeidah. Stiamo cercando di accertare i fatti da varie fonti”, ha dichiarato don Mathew.

Intanto il superiore generale salesiano ha chiesto a tutte le comunità del mondo di dedicare mezz’ora di adorazione questa sera e di pregare per la sicurezza dei confratelli e delle sorelle.

“La situazione è ancora incerta e non siamo in grado di fornire dettagli più specifici su quello che possa essere capitato al nostro confratello e dove si trovi in questo momento”, ha dichiarato da parte sua il vicario del rettor maggiore dei Salesiani, don Francesco Cereda.

“Siamo comunque in costante contatto con le autorità locali e con la sua ispettoria di riferimento per ricevere gli aggiornamenti relativi alle indagini con nel cuore il sentimento di poter presto riabbracciare il nostro confratello”, ha aggiunto il vicario.

“La preghiera sentita e profonda è per padre Tom Uzhunnalil nella speranza che possa essere rapidamente tra noi a continuare il prezioso servizio che svolgeva presso la sua missione – prosegue don Cereda -. il nostro ricordo è per le quattro Missionarie della Carità ed i civili che hanno visto la loro vita stroncata da una violenza insulsa, nella speranza fondata che in Cristo ogni goccia di sangue versato sia seme di frutti di pace per il popolo che stavano servendo”.

“Come don Bosco e Madre Teresa hanno fatto del servizio agli ultimi la missione della propria vita e la strada per la propria santità, così il nostro restare in luoghi segnati dalla divisione e dalla povertà testimonia la fede nel messaggio cristiano che da ogni croce sgorga la Risurrezione”, conclude poi il Salesiano.

 

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