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Via crucis di Gesù nel grembo

di Antonio Gaspari

ROMA, venerdì, 26 marzo 2010 (ZENIT.org).- Per la pasqua 2010 padre Angelo del Favero ha scritto e pubblicato “Via crucis di Gesu’ nel grembo” (Editore Gibaudi), un agile volumetto di 80 pagine con 15 immagini da Elena Baldini e Sabrina Miglia.

Padre Angelo del Favero, cardiologo, nel 1978 ha co-fondato uno dei primi Centri di Aiuto alla Vita nei pressi del Duomo di Trento. E’ diventato carmelitano nel 1987. E’ stato ordinato sacerdote nel 1991 ed è stato Consigliere spirituale nel santuario di Tombetta, vicino a Verona. Attualmente si dedica alla spiritualità della vita nel convento Carmelitano di Bolzano, presso la parrocchia Madonna del Carmine. Su ZENIT cura la rubrica ‘Parola e Vita’.

Si tratta di una Via crucis che prende spunto dall’immagine del chicco di grano vivo, seminato e sepolto fecondamente nella terra, che muore e produce molto frutto.

Secondo padre Angelo questo è “il paradigma esemplare dell’esistenza e della missione di Gesù”, ed evoca anche “il percorso dell’embrione umano nel grembo materno: quello di Maria e quello di ogni madre, come Lei e in Lei oggetto della benedizione di Dio”.

Il Vangelo di Luca infatti riporta che Maria è la “Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo!” (Lc 1,42). 

In una lettera inviata al Santo Padre Benedetto  XVI, padre Angelo esprime  sentimenti di “ammirazione filiale, gioiosa e riconoscente per il Suo altissimo Magistero sulla verità della vita umana, al quale attingo abbondantemente nella mia povertà culturale e spirituale”.

Padre Angelo spiega che il movente di questo libricino è nascosto “nel rapporto con il Signore Gesù e con la Sua Madre purissima, ed è una ragione di amore: conoscere e far conoscere le sue atroci sofferenze e le sue morti nel grembo, delle quali è direttamente partecipe Maria, secondo la profezia che udì da Simeone: ‘e anche a te una spada trafiggerà l’anima’” (Lc 2,35a).

Il frate carmelitano precisa che l’accostamento delle drammatiche immagini dei bimbi uccisi con l’aborto (farmacologico, chirurgico o chimico) con quelle tradizionali della Passione del Signore, non vuole in alcun modo costituire un messaggio raccapricciante (di per sé negativo), ma intende realisticamente far volgere lo sguardo a Colui che ha detto: “Ogni volta lo avete fatto a Me” (Mt 25,40), per suscitare quella concreta compassione che può essere determinante nel respingere la tentazione dell’aborto e salvare una vita predestinata in Cristo a realizzarsi secondo un progetto specialissimo di felicità.

L’auspicio di padre Angelo è che questo piccolo libro possa essere “un contributo alla Verità meravigliosa della vita umana, una lode del mio cuore sacerdotale al suo Creatore e Signore, la cui infinita bellezza è riflessa e come concentrata nella prodigiosa vitalità dell’essere umano concepito”.

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