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Pope Francis with members of the Eucharistic Youth Movement in the Paul VI Audience Hall

PHOTO.VA

Vescovi d’Europa: “Aiutiamo i giovani a tirar fuori il meglio di loro stessi”

Iniziato ieri a Barcellona il simposio Ccee intitolato “Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo”

“Condurre una riflessione sulle sfide dell’evangelizzazione e sull’accompagnamento dei giovani affinché, mediante il dialogo e l’incontro, e come membra vive della famiglia di Cristo, i giovani siano portatori convinti della gioia del Vangelo in tutti gli ambiti”. È l’incoraggiamento di Papa Francesco ai partecipanti del simposio “Accompagnare i giovani a rispondere liberamente alla chiamata di Cristo“, organizzato a Barcellona dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (Ccee).

In un messaggio a firma del cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, come riferisce l’Osservatore Romano, il Pontefice saluta l’arcivescovo della città, Juan José Omella Omella, e con lui gli operatori pastorali e i giovani che da ieri, 28 marzo 2017, a venerdì saranno presenti ai lavori, alle veglie di preghiera (come quella nella chiesa di Sant’Anna), alle celebrazioni quotidiane dell’eucaristia.

L’arcivescovo di Barcellona ha parlato di “una vera sfida” per aiutare i giovani “a tirare fuori da ciascuno il meglio di sé”, fino a far cogliere la gioia di collaborare con Dio alla “costruzione di un mondo migliore”.

In apertura dei lavori è stato letto un messaggio del card. Angelo Bagnasco, presidente del Ccee. Secondo il presule italiano scommettere sui giovani “significa aiutare i giovani ad aver fiducia, a credere nell’Unione europea e, ancora prima, nell’identità del continente”. Bagnasco ha quindi rilevato che in un mondo globalizzato dividersi “significa perdere la strada”.

Il successo dell’Europa – ha aggiunto il porporato – “dipenderà dalla volontà di lavorare ancora una volta insieme e dalla voglia di scommettere sul futuro” e, come ha detto giorni fa il Papa ai capi di stato e di governo dell’Ue, ciò significa aprirsi ai giovani “offrendo loro prospettive serie di educazione, reali possibilità di inserimento nel mondo del lavoro”.

I giovani di oggi – ha sottolineato il cardinale arcivescovo di Valencia, Antonio Cañizares Llovera, intervenuto ieri – “devono scoprire che vale la pena essere Chiesa. Devono percepire che li amiamo e abbiamo fiducia in loro, devono sentirsi i benvenuti, sapere che la Chiesa li vuole, li accoglie, ha fiducia in loro, crede che i giovani possano costruire il mondo del nuovo millennio. Devono sentire che sono la speranza del mondo e della Chiesa”.

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