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Venezuela flag - Wikimedia Commons

Venezuela. Papa invia arcivescovo Celli per favorire dialogo

Ieri, a Caracas, l’avvio del tavolo di dialogo tra il presidente Maduro e l’opposizione, riunita nella Mesa de Unidad Democratica, dopo giorni di incertezza

Il Papa ha inviato in Venezuela l’arcivescovo Claudio Maria Celli, ex presidente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni sociali, già sottosegretario per i Rapporti con gli Stati, per favorire il dialogo tra il presidente Maduro (ricevuto nei giorni scorsi in Vaticano) e l’opposizione.

Lo rende noto l’Agi citando media locali, i quali spiegano che, come primo atto dopo l’arrivo, il presule ha chiesto alle parti l’apertura del tavolo per il dialogo sottolineandone l’urgenza in una situazione “molto grave”. Papa Francesco è “profondamente preoccupato” per la tensione nel paese, ha aggiunto Celli, “il suo desiderio è quello di favorire il più possibile la realizzazione e il successo di questo processo”.

L’arcivescovo ha confidato di nutrire “speranze” che questo processo di pace possa prosegue  e stabilire “un metodo di lavoro e le fasi del dialogo”. “Ci sono posizioni diverse rispetto alle realizzazioni che si possono ottenere attraverso questo processo”, ha aggiunto, ma è importante “creare uno spazio” perché “nessuno di noi vuole passare alla storia come una persona che non ha fatto tutto il possibile per evitare la violenza”. Di qui l’invito a “trovare la strada nel quadro del diritto, della democrazia, della pace”.

L’esplorazione per creare le condizioni del dialogo è stata avviata sotto gli auspici dell’Unione delle Nazioni Sudamericane (Unasur) e di un team di mediazione composto da l’ex capo del governo spagnolo, José Luis Rodriguez Zapatero, e dai presidenti di Panama, Martin Torrijos, e della Repubblica Dominicana, Leonel Fernandez. Nelle ultime settimane si era unito al gruppo il nunzio a Buenos Aires, l’arcivescovo Emil Paul Tscherring.

Il tavolo di dialogo tra il presidente Nicolas Maduro e l’opposizione, che è però maggioranza in Parlamento, riunita nella Mesa de Unidad Democratica, ha preso il via ieri dopo giorni di incertezza a Caracas e non, come inizialmente previsto, nell’isola di Margarita. Nell’occasione era stato rivolto dai vescovi della Conferenza Episcopale del Venezuela (Cev) “un appello urgente, tanto ai rappresentanti del Governo nazionale che alla Mesa de Unidad Democratica”.

Nel messaggio firmato dal primate del Venezuela, card. Jorge Urosa Savino, i presuli – informa il Sir – chiedono espressamente alle parti politiche “di essere coerenti con quanto richiesto al Santo Padre” e a comprendere che solo il cammino del dialogo, unitamente al rispetto per la Costituzione e le leggi, e non il perenne scontro, possono permettere di trovare delle soluzioni ai tanti mali che si attanagliano”.

La Conferenza Episcopale venezuelana invita poi le forze politiche a “rispettare l’impegno assunto davanti al Paese di avviare il dialogo il 30 ottobre, con l’accompagnamento del rappresentante della Santa Sede inviato a tal proposito, al fine di evitare una spirale di violenza che procuri un’ancora maggiore sofferenza al nostro amato popolo” e di “valorizzare la preoccupazione e lo sforzo del Santo Padre Francesco, affinché attraverso un dialogo rispettoso si trovino modalità e si gettino ponti per la ricerca di soluzioni ai grandi mali dai quali il Paese è avvolto in questo momento”. Di qui ancora un appello “ad ascoltare il popolo con le sue manifestazioni, speranze e richieste” e a “evitare appelli e azioni arrischiate che possano scatenare atti di violenza”.

 

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