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Foto: Zenit - GS

Uomini felici, come San Giuseppe!

I frati di Assisi propongono un corso per riscoprire la virilità cristiana, sul modello del padre putativo di Gesù

“Vorrei anche dirvi una cosa molto personale. Io amo molto san Giuseppe, perché è un uomo forte e silenzioso. Sul mio tavolo ho un’immagine di san Giuseppe che dorme. E mentre dorme si prende cura della Chiesa! Sì! Può farlo, lo sappiamo”. Sono parole pronunciate da papa Francesco il 16 gennaio 2015, durante il suo viaggio nelle Filippine, che, due anni dopo, in questo tempo di Natale, fanno riflettere tutti gli uomini che contemplano la Famiglia di Nazareth.

Questo stesso pensiero forse risuonava nel cuore di padre Pasqualino Massone, che da molti anni lavora con l’Ordine dei Frati Minori per mettere l’annuncio evangelico e il carisma francescano al servizio di migliaia di giovani. A Santa Maria degli Angeli i giovani rispondono con entusiasmo ai corsi che si tengono periodicamente, l’ultimo dei quali è stato il corso Come Giuseppe.

Nella mente dei vari relatori del corso per soli uomini risuona invece un altro pensiero: la virilità nella nostra società è in pericolo! Nel terzo millennio l’identità maschile è posta sotto attacco? Roberto Marchesini, psicologo e psicoterapeuta, analizzando fenomeni storico-culturali, ritrova nella decapitazione di Luigi XVI (21 gennaio 1793) il primo attentato alla figura paterna e oggi, con spot pubblicitari alla mano, dichiara: “per colpire la violenza sulle donne non si trova meglio che colpevolizzare la figura del padre!”.

Ecco che l’accoglienza francescana verso ogni uomo di buona volontà, si rimbocca le maniche, attingendo a studiosi e ricercatori, per affrontare “le tante difficoltà poste in essere dall’odierna massificante cultura contemporanea, il cui tentativo sembra essere quello di omologare i sessi o addirittura marginalizzare il maschio, in netto contrasto con la visione biblica della Genesi, laddove si dice ‘maschio e femmina li creò’”.

Il lavoro effettuato ad Assisi è un viaggio affascinante alla scoperta delle differenze che rendono maschio e femmina unici e complementari, nella missione di felicità ricevuta dal Creatore.

Tra citazioni dal mondo dell’arte e da quello della psicologia, si comprende meglio l’aspetto umano dell’uomo, oltre le maschere che tendiamo a indossare per assecondare gli stereotipi che alcuni media ingannatori ci propongono.

Scoprire che l’ideale cavalleresco è modello immortale di sana mascolinità, e che Cristo è un Cavaliere che insegna ogni giorno ad amare fino alla morte, sono spunti di lavoro per chiunque aspira a essere padre e marito, come Giuseppe, o soltanto (si fa per dire) fratello! L’identità maschile all’interno della coppia, della famiglia, della società, è il percorso scelto dai vari relatori che si confrontano con domande e perplessità dei partecipanti al corso francescano.

Ogni iscritto, indipendentemente dalla sua età, può guardare a Gesù e Giuseppe per riscoprire quel potenziale, spirituale ed umano, che ci definisce pienamente virili nelle relazioni, dal lavoro alla vita privata.  “La natura dei maschi è diventare uomini” e soprattutto “nella relazione con lei, lui diventa uomo”, per amore abbandona la solitudine della “caverna rassicurante” e comincia ad amare come persona vera, con i difetti e le difficoltà del lavoro.

Se la società sceglie di autocommiserarsi per la crisi pseudo-economica, l’uomo moderno, forte dei valori cristiani, non teme nessuna crisi esistenziale e valorosamente sfida il relativismo imperante per riprendersi il suo posto nel mondo, proprio come San Giuseppe.

@giuScarlato

 

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