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Aiuti alimentari, Aleppo / © ACS

“Una goccia di latte per far tornare i cristiani ad Aleppo”

Il vicario apostolico di Aleppo, mons. Georges Abou Khazen, scrive personalmente ai benefattori di Aiuto alla Chiesa che Soffre (ACS)

Da quasi tre anni la fondazione di diritto pontificio “Aiuto alla Chiesa che Soffre” (ACS) sostiene nella martoriata città siriana di Aleppo il progetto “Goccia di latte”, il quale assicura ogni mese latte in polvere a quasi 3mila bambini al di sotto dei 10 anni ed appartenenti a 1500 famiglie cristiane.

Come riferisce ACS in un comunicato diffuso ieri, lunedì 16 ottobre 2017, in questi giorni la fondazione ha lanciato una nuova campagna per garantire anche nel 2018 il latte ai bambini. A causa della svalutazione della lira siriana, molti generi alimentari, fra cui anche il latte, sono diventati infatti “beni di lusso”.

Si tratta, così spiega il vicario apostolico di Aleppo, mons. Georges Abou Khazen, che sta scrivendo personalmente ai benefattori di ACS, di “un’iniziativa essenziale che si rivolge alle principali vittime del conflitto, i bambini”.

“Molti di loro sono infatti rimasti traumatizzati dalle violenze e tanti hanno perso dei familiari o addirittura dei compagni di scuola. Almeno così potranno crescere sani e forti”, continua il presule, il quale ricorda che grazie all’aiuto dei benefattori i cristiani possono rimanere e non si sentono “una minoranza piccola e perseguitata, ma parte di quella grande famiglia che è la Chiesa universale”.

Il fatto che i bombardamenti sono cessati spinge alcune famiglie cristiane a ritornare nella loro città, ma “perché questo accada e affinché anche le altre famiglie restino, dobbiamo aiutarle”, ricorda il presule. “Un padre che non può dare da mangiare ai propri figli andrà ovunque pur di garantirglielo”, così ribadisce. (pdm)

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