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Bashar al-Assad mural in Latakia

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Siria: in vigore la tregua

Scattata alla mezzanotte di oggi. Proseguono però combattimenti in diverse zone del Paese. Intanto parla Assad: “L’Europa smetta di supportare i terroristi”

Si registrano isolate violazioni, tuttavia la tregua entrata in vigore dalla mezzanotte scorsa in tutta la Siria, secondo fonti locali, sta reggendo.

L’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) afferma che nelle prime nove ore non sono state registrate vittime, anche se combattimenti di portata limitata sono segnalati nelle province di Hama, nell’ovest di quella di Aleppo e in due località vicine a Damasco.

La tregua esclude lo Stato islamico e altre organizzazioni riconosciute come terroristiche dall’Onu (tra queste il Fronte al Nusra, che ha cambiato di recente nome in Fronte Fatah al Sham). Nelle scorse ore – secondo quanto riferisce l’agenzia turca Anadolu – jet russi hanno compiuto raid contro obiettivi dei miliziani del Califfato nei pressi di Al Bab, a nord di Aleppo e a 30 chilometri a sud della frontiera con la Turchia.

Intanto è tornato a parlare il presidente siriano Bashar al Assad. Lo ha fatto con il quotidiano italiano Il Giornale, dove ha affrontato il tema dei migranti. Secondo Assad il desiderio dei siriani fuggiti è quello di poter tornare nel loro Paese, ma c’è bisogno che le condizioni lo consentano. “L’Europa deve smetterla di supportare i terroristi e abbandonare l’embargo che ha spinto molti siriani a venire da voi – ha detto Assad -. La loro fuga è stata determinata dall’embargo e non soltanto dal terrorismo, perché proprio a causa di queste proibizioni molti siriani non possono più vivere nella loro terra”.

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