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Catholic Church England and Wales

Sinodo. Mons. Vokál: “Questo è il tempo della misericordia”

Nell’omelia per l’Ora terza, il vescovo di Hradec Králové (Repubblica Ceca) ricorda la “profezia” di San Giovanni Paolo II

“Ogni tanto abbiamo bisogno di fermarci, di alzare gli occhi al cielo, e ricordarci che non siamo noi i padroni del mondo e della vita. Abbiamo bisogno di contemplare il cielo, le montagne, il mare; di sentire la forza del vento, la voce delle grandi acque…”. Con questa suggestiva riflessione inizia l’omelia tenuta da mons. Jan Vokál nel corso della preghiera dell’Ora Terza, durante la XVI Congregazione generale del Sinodo.</p>

Il vescovo di Hradec Králové (Repubblica Ceca) ricorda San Giovanni Paolo II, di cui proprio ieri ricorreva la memoria liturgica, e afferma: “Abbiamo bisogno di sentirci piccoli – come in realtà siamo -, nel grande universo che Dio ha creato e continua a creare e vivificare, in ogni istante”. “Vivere sempre più in mezzo a cose artificiali, fatte da noi, pian piano muta la nostra percezione della realtà e di noi stessi”, prosegue il vescovo, “senza accorgercene dimentichiamo dove siamo e chi siamo; perdiamo il senso della nostra vera dimensione: a volte ci sentiamo onnipotenti, mentre non lo siamo; a volte ci sentiamo impotenti, mentre non lo siamo”.

Come ricorda il profeta Amos, dice Vokál, “siamo come un filo d’erba, è vero, ma il nostro cuore è capace di infinito. Siamo ‘quasi nulla’, è vero, ma possiamo domandare ‘perché?’, e sentire dentro di noi un legame misterioso, a volte doloroso, con Colui che ha creato il mondo, il sole, la luna, le stelle…”. “Tra tutte le creature – che, a modo loro, sono più umili e obbedienti di noi al Creatore – noi umani siamo gli unici a riconoscere, e a volte a sentire, che questa onnipotenza di Dio, questa sua incomprensibile grandezza, è tutta e solo amore, e amore misericordioso, tenero, compassionevole, come quello di una madre per i suoi figli piccoli e fragili”, evidenzia il presule.

“Siamo gli unici a intuire che tutta la creazione geme e soffre come per le doglie di un parto”, aggiunge, concludendo l’omelia ancora con un ricordo del Pontefice polacco, il quale “ci ha lasciato in eredità la profezia che questo è il tempo della misericordia. Ha intitolato alla Divina Misericordia la II Domenica di Pasqua, ed è spirato proprio alla vigilia di questa domenica”. “Continui Egli ad intercedere per noi – è la preghiera del vescovo – perché diventiamo sempre più misericordiosi, come è misericordioso il nostro Padre celeste”.

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