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Daily meditation on the Gospel

Pixabay CC0 - PD

Scelti come figli amati

Meditazione della Parola di Dio di giovedì 13 ottobre 2016 – XXVIII settimana del Tempo Ordinario

Lettura

Gesù continua a pronunciare invettive contro tutti coloro che, con precetti umani interessati e accomodanti, falsificano il vero culto di Dio. Essi pensano di potere compiere il male impunemente. Non è così! Oggi il Signore lo ribadisce con forza, grida e ci richiama alle nostre responsabilità. C’è un tempo in cui tutto verrà valutato e giudicato.

Meditazione

È una pagina molto forte del Vangelo. Siamo davanti a Gesù che, senza peli sulla lingua, smaschera le conseguenze dei nostri comportamenti. È un attacco frontale e a tutto campo contro coloro che hanno trattato male i profeti; contro quelli che, ancora oggi, non fanno nulla per prendere le distanze dai loro uccisori. Quel “Guai a voi” continua ad attraversare il tempo e, ci auguriamo, pure le coscienze; tra queste, dobbiamo metterci anche le nostre. La sua Parola vuole svegliarci da quel torpore che non ci fa reagire o prendere posizione contro il male e le sue nefaste conseguenze. Il Signore ci invita ad essere e ad agire da profeti, da portavoce di Dio, e non occupati a costruire mausolei a chi è stato capace di essere profeta pagando con la vita. O siamo profeti o siamo complici di chi li ha eliminati, oppure si limita a ricordarli e celebrarli. Ad ogni generazione, e dunque anche alla nostra e a noi, verrà chiesto conto dei profeti e di come li trattiamo. E ci verrà chiesto conto non solo dei grandi profeti del passato, ma di tutti, anche di quelli contemporanei. Perché la profezia, in ogni tempo e per ogni generazione, non è un optional, è una costante. Dio ci manda i profeti perché possiamo ascoltarli e cambiare vita. E più si è in alto, come allora i Dottori della Legge e oggi chi ha autorità, e più aumenta la responsabilità. Perché la guida è responsabile non solo di sé, ma di quelli che vogliono seguire Dio. Ieri come oggi, i profeti sono scomodi: ci scomodano dalle nostre quiete abitudini, ci invitano a prendere posizione e a metterci in discussione. Gesù, il profeta per eccellenza, ha scomodato tutti e, ci auguriamo, pure noi. La croce è il sigillo della sua profezia di amore senza misura né confini. Diversamente, guai a questa generazione, guai pure a noi.

Preghiera:

Signore Gesù, aiutaci ad accogliere e ascoltare i profeti che tu continui a mandare per convertirci. Fa’ che non ci limitiamo ad elogiare o a costruire tombe a quanti hanno dato la vita per parlare in tuo nome. Rendi anche noi profeti di speranza e di salvezza, quando gli altri ci ascoltano e soprattutto quando ci disprezzano e ci rifiutano. E se c’è da pagare un prezzo, aiutaci ad essere pronti a farlo. Che tu non abbia a chiederci conto di aver maltrattato i profeti o di non essere stati anche noi dei profeti.

Agire:

Sarò attento a vivere la testimonianza e la profezia nel quotidiano e nella concretezza, per essere coerente con la fede che professo.

***

Meditazione a cura di mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, tratta dal mensile MessaMeditazione, per gentile concessione di EdizioniART. Per abbonamenti: info@edizioniart.it.

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