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Sale e luce

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio — Mt 5,13-16

Lettura

Quale miglior catechista di Gesù? Padroneggia i pensieri e si serve di immagini eloquenti. È all’opposto di un certo insegnamento tanto concettoso da essere difficile per tutti. E i segni? A cominciare da quelli liturgici, vanno spiegati e siamo daccapo: nella spiegazione si ripete ciò che la stessa dovrebbe chiarire. Solo Gesù possiede l’arte di evangelizzare. Mettiamoci alla sua scuola.

Meditazione

Sale e luce: due elementi importanti per la vita. Il primo era considerato più prezioso dell’oro. Nella Roma antica, i magistrati e i soldati, in cambio delle loro prestazioni, ricevevano del sale, il cosiddetto salario. Senza questo elemento non si vive, i cibi non hanno sapore e non potrebbero essere conservati; il terreno mancherebbe di un elemento necessario. Altrettanto va detto per la luce: senza il sole non ci sarebbe vita sul pianeta, ma soltanto tenebre, gelo e morte. Gesù si identifica con questi elementi, ed afferma di essere lui «la luce vera, quella che illumina ogni uomo» (Gv 1,9). San Paolo ricorda che Gesù Cristo «per noi è diventato “sapienza” (gusto) per opera di Dio» (1Cor 1,30). In altre parole, il Signore ci dice: “Io agisco tanto come il sale, quanto come la luce. Ma voi che mi seguite, mi accogliete per quello che sono? In quanto miei discepoli anche voi siete sale, anche voi siete luce”. Le parole di Gesù sono la chiamata alla massima forza di cui possa essere dotata l’identità del cristiano: coerenza e testimonianza. Ma se il sale diventasse insipido? Se perdessimo il nostro vigore, ossia la forza di una vita orientata a Dio, saremmo ancora “luce” e “sale”? In questo caso il Signore ci direbbe: «Non vi conosco». Con l’appiattimento dei valori spirituali e morali, con l’affievolirsi del fervore, anche nella vita del cristiano subentra la cosiddetta “crisi d’identità”. Qualsiasi destrutturazione della persona è causa di conflitti sociali e individuali. «Il sale, grazie al quale l’identità cristiana non si snatura, anche in un ambiente fortemente secolarizzato, è la grazia battesimale che ci ha rigenerati facendoci vivere in Cristo» (san Giovanni Paolo II, Messaggio per la GMG, 21 luglio 2001). L’energia dirompente della fede non scende a compromessi riduttivi. La fede è una decisione personale che impegna tutta l’esistenza e l’incontro con Cristo illumina di luce nuova la vita.

Preghiera

Signore, dandoci la tua grazia, ci vuoi figli della luce; come la verità splende nelle tenebre, così rendici capaci di attirare i nostri fratelli con la forza del tuo amore, con la luce del buon esempio e la dolcezza della tua parola.

Agire

Voglio combattere il rispetto umano e non vergognarmi di essere cristiano.

Meditazione del giorno a cura mons. Alberto Maria Careggio, vescovo emerito di Ventimiglia – San Remo, tratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti info@edizioniart.it

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