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Per il bene civile e sociale di Roma

Al XXV congresso Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia propone quattro proposte per il governo della città eterna.

Si è svolto questa mattina presso il Santuario del Divino Amore il XXV Congresso delle Acli di Roma e provincia. Un sistema complesso di promozione sociale e un sistema di Servizi (Caf, Patronato, Sportello immigrati), Associazioni Specifiche (dall’Unione Sportiva alla Federazione Anziani Pensionati, passando per le Colf, il Centro turistico, la Lega Consumatori, Acli Terra e altro), e circoli e nuclei radicati su tutto il territorio della città metropolitana di Roma Capitale.

Durante il congresso si sono anche svolte le elezioni per il rinnovo delle cariche per le Acli di Roma e provincia, alla presenza di 119 delegati che hanno espresso il proprio voto. Erano presenti: Franco Gabrielli, Prefetto di Roma, Mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, Paolo Ciani, responsabile della Comunità di Sant’Egidio per Roma, Mario Bertone, reggente della Cisl di Roma e Rieti, Claudio Di Berardino, segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Alberto Civica, segretario della UIL Roma e Lazio. Hanno portato i loro saluti anche i due candidati a sindaco di Roma Roberto Giachetti e Alfio Marchini.

Il sistema Acli di Roma conta su oltre 40.000 soci e ogni anno accoglie ed assiste oltre 80.000 cittadini, di cui 10.000 immigrati.

Uno dei dati che colpisce di più è quello che solo dal 1 gennaio al 1 marzo 2016, il 4,22% degli utenti si sono rivolte al Caf ACLI Roma per servizi di aiuto con Caritas (l’ISEE serve, ad esempio, per avere diritti alla tessera per l’Emporio della solidarietà dove si fa la spesa gratis), a conferma di quel 4% di cittadini romani che vivono in povertà estrema.

In occasione del suo intervento programmatico, molto applaudito e subito accolto in alcune parti importanti soprattutto da tutti i leader sindacali presenti e dagli esponenti della società civile intervenuti, Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia, ha messo in evidenza che “lavoro e solidarietà devono rappresentare i vettori capaci di veicolare i diritti di cittadinanza, la partecipazione, la sussidiarietà, la coesione, da cui ripartire per ridare speranza ad una città molto provata.

Due diritti costituzionali che oggi, paradossalmente, rischiano di trasformarsi in privilegi alla luce della disoccupazione/inoccupazione dilagante da una parte, e delle crescenti diseguaglianze sociali dall’altra”.

La Borzì ha poi aggiunto che “le politiche sociali devono essere considerate politiche di sviluppo trasversali, crocevia di tutte le altre politiche, e in tale contesto bisogna rimettere al centro la co-progettazione degli interventi sociali (già molti municipi virtuosi lo fanno) attraverso i tavoli partecipati con il Terzo Settore protagonista”.

Dalla presidente delle Acli di Roma arrivano anche alcune proposte per il futuro governo della città: una forte alleanza per il lavoro, la creazione di una delega ad hoc per giovani e lavoro nell’ambito della giunta capitolina, la nascita di un albo delle buone pratiche sociali in base alle eccellenze e alle specificità di ciascuna organizzazione al fine di evitare le sovrapposizioni e favorire la complementarietà della rete.

Infine, ma non meno importante, la Borzì propone la nascita di centri territoriali per il bene comune in cui più organizzatori con talenti e competenze complementari, con il coordinamento del municipio di competenza, diano vita ad un progetto partecipato che miri a rispondere a tutto tondo a specifici bisogni rilevati nel territorio.

 

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