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Osservatore Romano: al via l’edizione argentina. La gioia del Papa

Il rabbino Abraham Skorka tra le firme del primo numero, coordinato dal teologo protestante Marcelo Figueroa

Il primo numero dell’edizione argentina dell’Osservatore Romano è arrivata oggi nelle edicole del paese latinoamericano. Per l’occasione papa Francesco ha inviato un messaggio di felicitazioni alla redazione del giornale.

“Con gioia saluto la nuova presenza dell’Osservatore Romano in Argentina – scrive il Santo Padre -. Attraverso il quotidiano della Santa Sede si potrà conoscere direttamente il servizio del Papa. Chiedo a Nostro Signore che benedica quanti lavorano a questo progetto, al servizio del Regno di Dio. E, per favore, chiedo ai lettori di non dimenticarsi di pregare per me”.

L’edizione argentina dell’organo di stampa della Santa Sede uscirà a gennaio e a febbraio e, da marzo, con periodicità settimanale. I contenuti sono quelli della già esistente edizione settimanale in spagnolo, con gli usi idiomatici caratteristici del paese sudamericano e 5 pagine con articoli dedicati sulle 16 totali.

A Buenos Aires è stato stampato un numero in 37mila copie, distribuito con il quotidiano Perfil. Servirà anche affinché la voce del Santo Padre giunga in modo completo nel paese, senza necessità di portavoce o autoproclamatisi tali.

Di tale opinione è anche il rettore dell’Università Cattolica Argentina (UCA), monsignor Victor Manuel Fernandez, che, in un recente articolo spiega come nel paese le parole del Papa e le informazioni su di lui, a volte sono “parzializzate” e “manipolate”, a seconda del contesto.

L’edizione è coordinata dal teologo protestante Marcelo Figueroa – a testimonianza del carattere ecumenico che il Santo Padre ha voluto imprimere – ed è diretta dalla giornalista argentina Silvina Pérez.

Nel primo numero figura la firma del rabbino Abraham Skorka, amico di vecchia data del Papa, avendolo accompagnato in diversi eventi del suo pontificato come la visita al Muro del Pianto a Gerusalemme e l’incontro con Mahmud Abbas e Shimon Perez in Vaticano. Anche il teologo argentino Carlos Galli, professore all’UCA, è tra le firme del primo numero.

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