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Olimpiadi. Il Papa scrive agli atleti rifugiati

“Che tutto il mondo comprenda grazie a voi che la pace è possibile”

L’interesse umano e sportivo di papa Francesco verso le Olimpiadi di Rio de Janeiro, inaugurate ieri notte, è notevole ed inarrestabile. Dopo il messaggio diffuso al termine dell’udienza generale di mercoledì scorso e il tweet di auguri agli atleti, il Santo Padre ha scritto una lettera indirizzata alla prima squadra di sportivi rifugiati che parteciperà ai Giochi Olimpici.

“Cari fratelli, voglio farvi pervenire il mio saluto e il mio desiderio di successo in queste Olimpiadi – scrive il Papa -. Che il coraggio e la forza che portate dentro possano esprimere attraverso i Giochi Olimpici, un grido di fratellanza e di pace”.

“Che, tramite voi tutti, l’umanità comprenda che la pace è possibile, che con la pace tutto si può guadagnare; invece con la guerra tutto si può perdere. Prego per voi e per favore vi chiedo di pregare per me”, conclude poi il Pontefice.

La squadra ‘speciale’ di rifugiati si compone di dieci atleti (6 uomini e 4 donne), provenienti da quattro paesi: Siria (due nuotatori); Repubblica Democratica del Congo (due judoka); Etiopia (tre corridori); Sud Sudan (tre corridori). Tutti e dieci hanno sfilato ieri alla cerimonia di inaugurazione, accompagnandosi semplicemente con il vessillo dei cinque cerchi olimpici.

Esemplare, tra di essi, la storia di Yusra Mardini, 18 anni, che, fuggita dalla Siria, ha salvato a Lesbo decine di altri profughi, spingendoli a nuoto col gommone fino a riva, assieme alla sorella.

 

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