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La barricata di Santa Rita? “È la Francia che resiste alla scristianizzazione”

Parla padre Tanoüarn, il sacerdote che stava celebrando la Messa nella chiesa sgomberata dalla polizia per essere distrutta

Può un drappello di cattolici smuovere numerose coscienze in tutto il mondo attraverso la celebrazione di una Santa Messa? La risposta è affermativa. Lo testimonia quanto avvenuto a Parigi giovedì mattina.

Come raccontato da ZENIT, sacerdoti e fedeli si sono dati appuntamento nella chiesa di Santa Rita per celebrare l’Eucarestia nel giorno in cui era previsto lo sgombero del luogo da parte delle forze dell’ordine. L’edificio sacro, infatti, per via dei permessi concessi dallo Stato è destinato alla demolizione. Nel 2010 l’associazione che ne era proprietaria ha venduto la struttura a una società immobiliare che costruirà al suo posto un parcheggio per auto.

Al fine di opporsi all’eliminazione di questo luogo santo, da diversi mesi la chiesa, un tempo semi-abbandonata, era tornata ad essere un cuore pulsante di fede. Ogni domenica, circa 150 fedeli partecipavano alla Messa, officiata dai sacerdoti dell’Istituto del Buon Pastore su autorizzazione dell’Arcidiocesi di Parigi.

Quella di giovedì mattina, di Messa, si è trasformata in un pacifico atto di resistenza allo sfratto ordinato alla Polizia da una sentenza dei giudici di Parigi. In assetto antisommossa le forze dell’ordine hanno interrotto la celebrazione e hanno trascinato via preti, chierichetti e fedeli.

Le immagini della risoluta irruzione delle forze dell’ordine hanno fatto il giro del mondo. “Siamo molto felici che un semplice atto amministrativo, che doveva passare inosservato a causa della stagione estiva, è oggi al centro del dibattito francese”. A parlare a Le Figaro è padre Guillaume de Tanoüarn, il sacerdote che stava celebrando la Messa a Santa Rita la mattina dello sgombero.

Strattonato per la talare e trascinato fuori di peso come fosse un delinquente, padre de Tanoüarn non serba rancore. E con serafica fermezza spiega al giornalista incredulo il motivo di quella strenue resistenza: “Santa Rita è il simbolo di un mondo che sta scomparendo”.

Un mondo, quello evocato dal sacerdote, in cui salde sono le radici cristiane. Secondo padre de Tanoüarn, le chiese in Francia dovrebbero essere “riconosciute come sacre e protette anche se non sono ‘redditizie’”. Del resto, “se vogliamo continuare ad essere una civiltà, dobbiamo mantenere questi luoghi in cui soffia lo Spirito”.

Ma la Francia sembra voler recidere ogni legame spirituale con la sua storia cristiana. Un segno in questo senso, ad avviso di padre de Tanoüarn, anche il fatto che a fronte di uno stillicidio di demolizioni di chiese, sorgono come funghi luoghi di culto musulmani.

In molti, sulle piattaforme virtuali, si chiedono retoricamente se un tale dispiegamento di poliziotti sarebbe stato impiegato per interrompere la predica di un imam, al fine di eseguire lo sgombero di una moschea.

Tanti anche coloro che si domandano come mai la stessa solerzia non venga adottata per restituire ai legittimi proprietari appartamenti privati di Parigi da lungo tempo occupati da attivisti, indigenti o clandestini.

Interrogativi che restano (per ora) senza risposta. Non si ferma invece la lotta di chi non vuole assistere passivamente alla demolizione delle chiese, emblema tangibile della scristianizzazione della Francia. Lo lasciano intendere le parole di padre de Tanoüarn: “Se la nostra resistenza ha creato dibattito sul rispetto nei confronti delle chiese in Francia e sulla loro manutenzione, non abbiamo sprecato tempo”. C’è da credere che i cattolici non abbandoneranno le barricate.

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