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Concretezza e utopia per costruire il futuro

Leonardo Bertini, esperto di innovazione digitale, propone un riformismo basato su un mix di tecnologia e valori etici

Concreta-Mente 2007-2017: 10 anni di idee e proposte, questo il titolo del libro presentato l’8 giugno a Roma, presso la sede dell’Associazione Civita, nel contesto del tema “Gestione del cambiamento e riforme: come la comunicazione pubblica e la digital organization portano al coinvolgimento dei cittadini per l’attuazione”.

Autore del libro è Leonardo Bertini, esperto di appalti pubblici telematici e di sistemi informativi per la contabilità pubblica e l’innovazione, coadiuvato da un qualificato parterre di autori vari, che hanno esplorato tematiche di centrale importanza per gli sviluppi dell’attuale “società della comunicazione”.

Il libro raccoglie dieci anni di proposte e di idee dell’associazione Concreta-Mente, di cui Bertini è presidente e fondatore, ma soprattutto utilizza questa base di esperienze per aprire uno scorcio sul futuro. Leggiamo infatti sul sito web dell’associazione (www.concreta-mente.it): “Concreta-Mente è un’officina di idee per l’Innovazione. Un think tank sul modello anglosassone che si occupa di Innovazione organizzativa e tecnologica”. Tra gli scopi associativi: “offrire soluzioni innovative ai decisori politici ed istituzionali per correggere alcune delle criticità che caratterizzano il Sistema Italia e contribuire a formare una cittadinanza Europea”.

Affollatissima, per l’occasione, la sala convegni di Civita a piazza Venezia, grazie anche al gruppo di qualificate associazioni che hanno patrocinato l’evento, tra le quali possiamo citare, oltre alla stessa Civita: l’Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti (UCID), Federmanager Roma, Ferpi e Unindustria.

Moderatrice dell’incontro, la giornalista RAI Maria Antonietta Spadorcia, che – dopo il saluto di Andrea Talamonti a nome di Civita – ha introdotto l’autore citando una frase emblematica contenuta nel libro: “Dalla pro-testa alla pro-posta”. La frase apre l’introduzione a firma dello stesso Bertini, che ha sviluppato il suo intervento proprio a partire da questo presupposto programmatico: “La nostra ambizione – ha spiegato – è quella di raggiungere il duplice obiettivo da un lato di sviluppare e valorizzare capitale umano e giovani energie e dall’altro di metterle in rete (non solo Internet). Fare rete in modo trasparente è il valore aggiunto del mettere insieme competenze diverse”.

Una filosofia, quella dell’esperto di innovazione, che punta a creare un luogo di sintesi fra “la cultura del metodo e la cultura delle persone”. Consapevole della “crisi del modello monetarista che ha imperato per trent’anni, ma che adesso non è più attuale”, Bertini propone un percorso atto ad arginare la crisi “attraverso la proposizione di idee progetto”.

“Un percorso – scrive nell’introduzione – che vuole promuovere il passaggio dalla pro-testa alla pro-posta, attraverso la costruzione di una rete di capitale umano trasparente e basata su fondamenti etici e la realizzazione di progetti pilota concreti che dimostrino che fare riforme è possibile”.

“Abbiamo concepito questo libro – ha sottolineato Bertini rivolgendosi al pubblico di Civita – non perché fosse una raccolta della pur rilevante attività che la nostra associazione ha svolto nell’arco di un decennio (tra cui 30 workshop e 10 convegni a livello nazionale), ma perché possa divenire una piattaforma di progetti innovativi. Un agente di cambiamento capace di mettere insieme l’innovazione e il tessuto della comunità…”.

A tale proposito, Bertini ha illustrato il modus operandi del team di Concreta-Mente: “organizzare gruppi di lavoro dove persone, università ed aziende operano insieme per sintetizzare soluzioni praticabili; per individuare progetti pilota provenienti dal basso e veicolarli verso i decisori istituzionali affinché promuovano il cambiamento”.

Un discorso – quello del presidente di Concreta-Mente – che si è sviluppato all’insegna di una sintesi proficua tra la concretezza del manager (non a caso richiamata nel logo associativo) e lo slancio utopico dell’uomo di cultura, consapevole che la “vision sociale” costituisce la premessa indispensabile per prendere efficaci decisioni volte a costruire il futuro.

Oggi la tecnologia ci offre gli strumenti per migliorare il mondo, ma la “trasformazione digitale delle organizzazioni complesse”, quali sono appunto le società occidentali avanzate, richiede la creazione di una classe dirigente giovane e responsabile, capace di coinvolgere i cittadini. Occorre, sì, una “leadership forte capace di dare l’esempio”, ma i cambiamenti non si possono fare in astratto, bensì interpretando i bisogni dei cittadini, facendoli sentire “orientati ad un processo di riforme”. E a tale scopo, concorrono “l’informazione, la formazione e la sperimentazione” (attraverso la proposizione di progetti pilota).

Nella seconda metà del suo intervento, Bertini è sceso nei dettagli tecnici della proposta, seguendo il filo conduttore del libro (edito dalla stessa associazione Concreta-Mente), che si divide in quattro parti: Scenari globali e alta tecnologia; Agenda digitale e innovazione nella Pubblica Amministrazione; La Roma al 2020 che vorremmo; Formazione, Gruppi di Lavoro ed Eventi.

Tra gli altri spunti stimolanti presenti nell’intervento di Bertini, possiamo citare la riflessione in merito all’assenza di “un algoritmo europeo capace di sostituirsi a quello americano”. E a tale proposito, Bertini ha citato il giornalista Michele Mezza (anch’egli presente all’incontro) definendolo “guru” italiano dei processi digitali. Ricordiamo che Mezza – che abbiamo intervistato più volte su Zenit – costituisce la punta avanzata di un percorso intellettuale che punta a rivitalizzare le risorse partecipative e democratiche della Rete, sottraendola ai rischi di omologazione indotti dal monopolio delle grandi piattaforme globali.

Nella seconda parte del convegno, le riflessioni di Leonardo Bertini sono state commentate da note personalità del mondo professionale e istituzionale, fra le quali possiamo citare: Gianluca Di Cicco, partner Deloitte, una tra le più grandi realtà nei servizi professionali alle imprese; Giacomo Gargano, presidente di Federmanager Roma; Maurizio Talamo, pro-rettore dell’Università di Roma “Tor Vergata”; Paolo De Ioanna, consigliere di Stato e autore della prefazione al libro.

Appunto con le parole di De Ioanna concludiamo questo breve resoconto dell’evento: “La presenza di classi dirigenti rinnovate, che sappiano unire passato, presente e futuro, è cruciale. Un riformismo che parte dalla costruzione concreta di risposte alle domande del presente, mi sembra l’unico modo per cercare di essere all’altezza delle sfide europee e globali. L’unico modo per saldare una grande storia democratica alle necessità e alle obiettive incertezze del presente”.

 

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