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Con il Giubileo l’informazione Rai si sposta verso le periferie

Al meeting di Grottammare, i giornalisti cattolici spiegano come papa Francesco sta cambiando il modo di raccontare mediaticamente la realtà

Raccontare la foresta che cresce: questo il tema della III edizione del meeting Pellegrini nel Cyberspazio, inaugurato ieri a Grottammare. Trasmettere la buona notizia è compito di qualunque giornalista ma è in particolare nel mondo cattolico che questa responsabilità si colora di significati particolari, come è emerso nel primo dibattito, dedicato a L’informazione Rai nell’anno del Giubileo.

Dopo i saluti di Pietro Pompei, direttore dell’Ancora, settimanale della diocesi di San Benedetto del Tronto – Montalto – Ripatransone, ha introdotto i lavori, il sindaco di Grottammare, Enrico Piergallini, che, da laico, ha evidenziato due valori che emergono dal cattolicesimo e che i media hanno tutte le carte in regola per diffondere: l’altruismo e l’accoglienza.

È in particolare sull’accoglienza che si è soffermato il sindaco, evidenziando come l’Europa, un tempo modello di integrazione di popoli diversi, oggi “solleva muri”, mentre “generazioni di uomini” perdono la vita, annegando nel Mediterraneo, durante i loro ‘viaggi della speranza’.

“Un approccio cattolico alla comunicazione è determinante affinché l’Occidente riscopra l’umanità che l’ha sempre caratterizzato”, ha affermato Piergallini.

La successiva tavola rotonda è stata moderata dalla giornalista Rai, Alessandra Ferraro, vaticanista e vicecaporedattore a Torino, che ha evidenziato due tra i tanti elementi di innovazione nel pontificato di papa Francesco: la comunicazione “non ingessata” e ricca di “fuori programma”; la “prossimità” e la “territorialità”, che si declina sia nella vicinanza umana al popolo, sia in decisioni come quella di aprire Porte Sante in tutto il mondo, durante il Giubileo.

È proprio alle prime battute dell’Anno Santo che ha fatto riferimento Fabio Zavattaro, vaticanista del TG1, rievocando innanzitutto l’apertura della Porta Santa a Bangui, al culmine di una visita pastorale molto rischiosa in cui, il Pontefice si è impegnato in prima persona per la pace nella Repubblica Centrafricana, stupendo il mondo con la scelta di girare senza giubbotto antiproiettile, al momento di recarsi alla moschea.

Anche la visita-lampo a Lesbo, ha proseguito Zavattaro, è stata un momento topico di questo Giubileo, con i disegni dei piccoli profughi, che il Papa adesso custodisce sulla sua scrivania. La straordinaria importanza del gesto di generosità fatto nei confronti delle famiglie siriane, imbarcate durante il volo di ritorno, ha ‘oscurato’ altri servizi, pur importanti, relativi al viaggio, compresa un’intervista al patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo, non più andata in onda.

La trasmissione dell’apertura del Giubileo, ha raccontato il vaticanista del Tg1, ha riportato “ascolti da finale dei mondiali”, a testimonianza della straordinaria attenzione che il pubblico riserva alla figura del Santo Padre. Un attenzione che, ha osservato Zavattaro, i media sono tenuti a ripagare con una professionalità rigorosa e priva di “papolatria”, perché “Francesco ci chiede di cambiare” e ci invita a “piccoli gesti concreti”.

Da parte sua, il vaticanista del Tg2, Enzo Romeo, ha messo in luce la sfida umana e professionale che papa Francesco lancia agli operatori della comunicazione, rendendo le cose “più difficili ma più affascinanti”. Riportare in modo esauriente la fitta attività del pontefice argentino è, in effetti, assai impegnativo e “non sempre noi giornalisti siamo in grado di entrare in sintonia con il suo messaggio”.

Bergoglio, ha aggiunto il vaticanista del Tg2, ha il pregio di riportarci ad “un linguaggio evangelico scarno” e “senza perifrasi”, a quel “sì, sì, no, no” che è proprio di Gesù Cristo, laddove chi si occupa di Chiesa era tradizionalmente avvezzo ai “bizantinismi” e al “dire e non dire”.

Quanto all’Anno Santo, Romeo ha sottolineato come esso stia “accompagnando” più che “marcando a fuoco” questo 2016: non ‘grandi eventi’ ma una presenza costante e discreta della misericordia, che ci ricorda come il “denominatore comune” della nostra vita non debba essere la “paura” ma “la fiducia” e l’“azione liberante del messaggio cristiano”.

Secondo il direttore di Tgr Rai, Vincenzo Morgante, papa Francesco sta impartendo una grande lezione ai giornalisti cattolici e laici: “riportare gli ultimi in prima fila”, “illuminare le periferie”, trasmettere il “rispetto della dignità degli altri”.

Altro grande impulso del Santo Padre è quello di indurre a “parlare di quanto bene c’è in giro”. “Se raccontassi solo l’altra parte della realtà (il male, le cattive notizie, ndr), mi sentirei in colpa”, ha affermato Morgante.

Nel raccontare, ad esempio, il tema delle migrazioni, non si può farlo “in termini contabili”, perché “dietro ognuna di queste persone, c’è una famiglia, una madre, un padre”, ha aggiunto il direttore di Tgr Rai.

Anche padre Gianni Epifani, direttore di A Sua Immagine Settimanale, ha sottolineato il carattere “decentrato” dell’attuale Giubileo, ricalibrato sulle “periferie” del mondo e dell’esistenza, in base al quale, la trasmissione di Rai Uno è stata reimpostata con un “formato ad hoc” per il sabato.

A Sua Immagine, ha concluso padre Epifani, sta raccontando il Vangelo della domenica “andando nelle periferie”: una delle prossime puntate, ha infine annunciato il direttore, offrirà il commento al Vangelo effettuato presso la moschea di Roma, alla presenza dell’Imam.

About Luca Marcolivio

Roma, Italia Laurea in Scienze Politiche. Diploma di Specializzazione in Giornalismo. La Provincia Pavese. Radiocor - Il Sole 24 Ore. Il Giornale di Ostia. Ostia Oggi. Ostia Città (direttore). Eur Oggi. Messa e Meditazione. Sacerdos. Destra Italiana. Corrispondenza Romana. Radici Cristiane. Agenzia Sanitaria Italiana. L'Ottimista (direttore). Santini da Collezione (Hachette). I Santini della Madonna di Lourdes (McKay). Contro Garibaldi. Quello che a scuola non vi hanno raccontato (Vallecchi).

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