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Foto: Nunziogalantino.it

“Beati quelli che non si accontentano”. Il nuovo libro di mons. Galantino

Presentata all’Istituto Sturzo la raccolta, pubblicata da Ave editrice, dei discorsi più significativi del Segretario generale della CEI

Si è svolta mercoledì 7 dicembre, presso l’Istituto Sturzo di Roma, la presentazione del libro di mons. Nunzio Galantino, “Beati quelli che non si accontentano”, pubblicato da Ave Editrice. All’evento, oltre all’autore, sono intervenuti: Nicola Antonetti, presidente dell’Istituto Sturzo, Alberto Melloni, storico e direttore della Fondazione per le Scienze religiose Giovanni XXIII di Bologna, Andrea Tornielli, giornalista de La Stampa e coordinatore di Vatican Insider e Matteo Truffelli, presidente nazionale di Azione cattolica italiana.

Il libro raccoglie i discorsi più significativi pronunciati dal segretario generale della CEI negli ultimi anni, in contesti ecclesiali e politici. Si propone, quindi, di scuotere le coscienze ed animare il dibattito fra i lettori.  Le questioni affrontate dal presule, nei suoi interventi, sono molteplici e chiamano in causa i cristiani ed i laici sui temi della fede e sui valori etici. I temi spaziano dalla fedeltà al Vangelo ai diritti dei profughi e dei rifugiati, dalla libertà religiosa ai diritti delle donne.

Il rapporto tra la politica italiana e la società di oggi è stato al centro del dibattito. Matteo Truffelli, al riguardo, si è soffermato sulla domanda: “Oggi che cosa significa essere cristiani in politica?” ed ha evidenziato alcune differenze rispetto alla fase politica del secondo dopoguerra. La politica italiana di oggi, secondo Truffelli, risente della mancanza di un’idea di stato e di società presenti nella prima parte dell’età repubblicana del secondo dopoguerra.

Il presidente dell’Azione cattolica italiana ha spiegato che la formazione di quella classe politica era dovuta ad una “chiamata alla politica di una generazione di Amintore Fanfani ed Aldo Moro, che si era formata negli anni del Fascismo con figure di riferimento come Giovanni Battista Montini ed aveva pensato alla situazione politica post-fascista”. Inoltre, Truffelli si è soffermato sull’analogia, evidenziata nel libro, tra la fase politica di De Gasperi e quella attuale dichiarando: “All’epoca era necessario un nuovo modello macroeconomico ed un nuovo piano di sviluppo industriale. Una situazione simile a quella in cui viviamo oggi, dove sono necessarie delle riforme strutturali per far fronte ai problemi strutturali dell’economia”.

“Beati quelli che non si accontentano” è diviso in due parti, Discorsi civili e Discorsi ecclesiali, per facilitare la lettura e raccoglie gli interventi che monsignor Galantino ha pronunciato in diverse occasioni: dalla Camera dei deputati al Senato della Repubblica, dal Festival dei due mondi di Spoleto alla Fondazione De Gasperi in Trentino.

I vari contributi, raccolti nel libro, sono attraversati da una riflessione trasversale di Galantino sul “nuovo umanesimo”, inteso come una rinnovata attenzione nei confronti dell’uomo sia in ambito civile che ecclesiale.  Mettere al centro l’uomo, secondo l’autore, vuol dire “superare i pregiudizi ed i luoghi comuni, impegnandosi per la giustizia”. Tutto ciò, sempre secondo monsignor Galantino, deve avvenire in una prospettiva evangelica di riscatto, che trova la propria ragion d’essere nelle Beatitudini.

Prendendo spunto dal Magistero di Papa Francesco e dallo slancio missionario impresso da Benedetto XVI, in “Beati quelli che non si accontentano”, il segretario dei vescovi italiani affronta il tema della “Chiesa in uscita”. L’idea che emerge nel libro è che per diffondere un nuovo umanesimo è necessario camminare insieme alle persone, a contatto con la storia, facendo riferimento all’esempio di Cristo. Quindi, Galantino racconta di una Chiesa che si impegna ad uscire dalla retorica e dal politicamente corretto per incontrare e per farsi incontrare dalla gente, credenti e non.

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