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Foto: Massimo Finizio (Wikimedia Commons)

Amoris laetitia. Bartolomeo: “Un documento dettato dalla misericordia”

Il patriarca ecumenico di Costantinopoli individua un legame profondo tra l’esortazione apostolica e la visita di papa Francesco ai profughi di Lesbo

L’esortazione apostolica Amoris laetitia, “sebbene si occupi di questioni pertinenti alla vita familiare e all’amore”, non è del tutto “scollegata” dalla “storica visita ai campi profughi”, compiuta da papa Francesco a Lesbo lo scorso aprile. Lo afferma, in un breve articolo pubblicato sull’Osservatore Romano, il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I.

La visita-lampo del Santo Padre a Lesbo, ha ricordato Bartolomeo, era avvenuta proprio nei giorni a ridosso della pubblicazione dell’esortazione apostolica, in cui entrambi i leader religiosi avevano espresso “solidarietà con i rifugiati perseguitati provenienti dal Medio oriente”.

“Di fatto, ciò che è subito apparso chiaro a entrambi mentre guardavamo i volti tristi delle vittime ferite della guerra è stato che tutte quelle persone erano singoli membri di famiglie, famiglie spezzate e lacerate dall’ostilità e dalla violenza”, scrive il patriarca ecumenico.

Secondo Bartolomeo, la Amoris laetitia è un documento che “tocca il cuore stesso dell’amore e della famiglia, proprio come tocca il cuore di ogni persona vivente nata in questo mondo. Ciò accade perché le questioni più delicate della vita familiare rispecchiano le questioni più fondamentali dell’appartenenza e della comunione. Sia che riguardino le sfide del matrimonio e del divorzio – prosegue il patriarca – sia che riguardino la sessualità o l’educazione dei figli, sono tutti frammenti delicati e preziosi di quel sacro mistero che chiamiamo vita”.

Commentando le discussioni e le valutazioni portate avanti in questi mesi sull’esortazione apostolica, Bartolomeo ricorda che, alla base del documento, vi è “anzitutto e soprattutto la misericordia e la compassione di Dio, e non soltanto le norme morali e le regole canoniche degli uomini”.

Se da un lato, in passato, ad aver “soffocato e ostacolato le persone” è stata l’idea di un Dio che “in qualche modo detti la condotta umana e prescriva le usanze umane”, secondo il patriarca ecumenico, “è vero esattamente l’opposto e i leader religiosi sono chiamati a ricordare a loro stessi, e poi agli altri, che Dio è vita e amore e luce”, come evidenzia papa Francesco nel suo documento, “che discerne l’esperienza e le sfide della società contemporanea al fine di definire una spiritualità del matrimonio e della famiglie per il mondo attuale”.

Per Bartolomeo, quindi, è stato “davvero opportuno” che, durante l’Anno della Misericordia, “papa Francesco abbia sia incontrato le famiglie dei rifugiati sconfortati in Grecia sia abbracciato le famiglie che sono sotto la sua cura pastorale in tutto il mondo”. In tal modo, il Pontefice ha “non solo invocato l’infinita carità e la compassione incondizionata del Dio vivente sulle anime più vulnerabili, ma ha anche suscitato una risposta personale da parte di chi ha ricevuto e letto le sue parole, nonché di tutte le persone di buona volontà – prosegue Bartolomeo -. Di fatto egli ha invitato la gente ad assumersi la responsabilità personale per la propria salvezza, cercando modi in cui poter seguire i comandamenti divini e maturare nell’amore spirituale”.

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