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Aleppo. Tregua di 3 ore al giorno

Nella città la situazione è drammatica: bloccate le reti idrica ed elettrica. Mosca annuncia che il cessate il fuoco avverrà dalle 10 alle 13

I cittadini di Aleppo potranno beneficiare di una piccola boccata d’ossigeno quotidiana. Non è la soluzione al dramma che vive la città siriana, ma è almeno un segnale positivo la tregua di tre ore al giorno annunciata ieri sera dallo Stato maggiore russo per permettere l’ingresso di convogli umanitari.

Le “finestre umanitarie”, ha precisato Serghei Rudskoi, capo delle operazioni dello Stato Maggiore di Mosca, verranno aperte dalle 10 alle 13 ora locale, e in queste ore “tutte le ostilità, compresi attacchi di artiglieria e aviazione, dovranno cessare”.

In una città in cui attualmente non funzionano né la rete idrica né quella elettrica, si spera che queste tre ore di cessate il fuoco quotidiane possano servire a lenire la sofferenza. In collaborazione con la Croce rossa e la Mezzaluna rossa siriana l’Unicef sta ora portando quotidianamente acqua potabile a 325.000 persone. Ma nelle aree orientali, in mano agli insorti, si calcola che fino a 300.000 persone – più di un terzo dei quali bambini – si affidino all’acqua dai pozzi, che è potenzialmente contaminata da materiali fecali e pericolosa da bere.

Il segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon, a proposito della Siria, ha parlato di “una tempesta perfetta nella quale il popolo sta soffrendo”. Ed ha aggiunto che la crisi dei rifugiati ormai “non più gestibile”. L’Onu aveva chiesto ieri una tregua di 48 ore.

Nella città di Aleppo – stando a quanto riferito dall’agenzia Shaam, vicina all’opposizione siriana – ieri sono  stati sganciati “barili bomba contenenti cloro” e si contano almeno tre morti. Diverse persone – si informa inoltre – hanno avuto difficoltà respiratorie.

Non solo Aleppo. Notizie drammatiche giungono anche da Manbij, nel nord del Paese, una roccaforte dell’Isis. Per strappare la città ai terroristi islamici, le cosiddette Forze democratiche siriane (Sdf), sostenute dai bombardamenti aerei della Coalizione internazionale a guida americana, hanno provocato in poco più di due mesi  200 morti tra i civili, secondo l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus).

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