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“Aiutateci! Le bombe sopra di noi ma non lasciamo la gente che soffre”

Da Aleppo il drammatico appello delle suore carmelitane

“La situazione è complicata e giungono molte notizie spesso in contraddizione tra loro. L’unica verità che conosciamo è che la gente qui soffre e muore”. Sono parole di suor Anne-Françoise religiosa francese delle Suore Carmelitane Scalze di clausura ed Apostoliche di Aleppo, riferite stamattina ad Aiuto alla Chiesa che Soffre dalla martoriata città siriana, in questi giorni teatro di duri scontri tra l’esercito governativo ed i ribelli.

Il monastero delle religiose contemplative si trova nella città universitaria, nella periferia di Aleppo, in un’area gravemente colpita dai combattimenti. “Quando l’esercito cerca di impedire all’opposizione e agli altri gruppi di entrare in città, i bombardamenti sono davvero vicini a noi. Grazie a Dio non ci hanno ancora colpite, ma sentiamo continuamente le bombe passare sopra la nostra testa”.

Le monache carmelitane, quattro siriane e due francesi, hanno accolto alcune famiglie di rifugiati in uno stabile attiguo al loro Carmelo e ne sostengono altre con le poche risorse a disposizione. “Ormai qui ad Aleppo sono rimasti soltanto i più poveri. Tanti cristiani hanno abbandonato la città in questi anni di guerra. Siamo senz’acqua, senza elettricità e i combattimenti proseguono incessantemente. Chi può tornare in queste condizioni?”.

Anche le sei religiose hanno paura, tuttavia restano al fianco della popolazione. “Come possiamo abbandonare la gente che soffre? La nostra testimonianza è importante per loro. Noi traiamo forza e coraggio dalla preghiera, è questa la nostra arma. Le soluzioni diplomatiche non hanno funzionato, noi preghiamo il Signore affinché questa guerra si arresti”.

Dopo anni di conflitto e di incessante esodo cristiano, suor Anne-Françoise teme che sempre più famiglie abbandonino Aleppo, un tempo simbolo della Cristianità in Siria. Come racconterà infatti ACS in una rassegna sulla persecuzione anticristiana che porterà quest’anno al Meeting di Rimini, nel 2011 erano oltre 160mila i fedeli in città, mentre oggi ne rimangono appena 40mila. “Il Medio Oriente, la terra di Cristo, rischia di svuotarsi di cristiani, è impensabile ma purtroppo la situazione è davvero terribile. Anche per chi parte il dramma continua: sono sradicati dalla propria terra e perdono perfino le loro radici spirituali”.

La supplica alla comunità internazionale e a tutti i cristiani del mondo è “di avere pietà delle tante vite spezzate dalla guerra. Non dimenticateci, abbiamo bisogno delle vostre preghiere e del vostro aiuto concreto”.

Dall’inizio del conflitto nel marzo 2011, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha donato in Siria 13milioni di euro, di cui 2.872.544 euro nei soli primi sei mesi del 2016. Ad Aleppo, oltre a sostenere le Carmelitane scalze, ACS sostiene numerosi progetti umanitari in favore degli sfollati e delle famiglie cristiane rimaste in città, per donare loro acqua, viveri, energia elettrica ed assistenza medica.

In questi giorni ACS sta raccogliendo fondi per il progetto Accendi una luce ad Aleppo, per donare a 624 famiglie cristiane l’energia elettrica necessaria per sopravvivere.

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