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Leuzzi: "Vivere senza libertà è un grave pericolo per la nostra esistenza"

Nella sua lettera di giugno, il direttore della Pastorale Universitaria romana invita i giovani a non nascondersi ma a godere della bellezza di stare insieme

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Riportiamo di seguito il testo integrale della lettera di giugno di monsignor Lorenzo Leuzzi, direttore della Pastorale Universitaria della Diocesi di Roma, agli studenti romani.
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Cari studenti universitari,
siamo ormai giunti al termine dell’anno accademico. Inizia il tempo degli esami e poi il tempo di riposo. Molti di voi saranno a Cracovia per la Giornata Mondiale della Gioventù o a Lourdes in pellegrinaggio. Due occasioni per intensificare il cammino giubilare che concluderemo a Siena il 12 novembre.
Vorrei affidare a tutti voi un consiglio che per me è stato molto importante: quello di essere liberi, di non dover difendere mai qualcosa per non perdere la presunta serenità o per non aver paura di stare con gli altri.
Nella vita è molto bello avere il proprio gruppo, la propria cerchia di amici. È importante la loro presenza nei momenti difficili e di bisogno. Ma mai fondare la propria vita su di loro. Non perché non dobbiamo avere fiducia di loro. Tutt’altro!. Ma dobbiamo sempre verificare se siamo capaci di vivere anche senza di loro. Non è una questione di autosufficienza, ma di libertà!
Vivere sempre insieme, senza crescere nella libertà è un grave pericolo per la nostra esistenza.
Gli altri non devono essere la nostra difesa, ma gli amici da servire, da sostenere, da incoraggiare. E’ un impegno non da poco, specialmente in una società sempre più spersonalizzante. Molti pensano di essere ormai liberi dagli altri perché possono entrare in relazione via “rete”, e quindi possono fare da soli e rendersi autonomi. In realtà è solo una forma nuova per nascondersi.
Cari amici,
ecco il segreto della vita: non aver bisogno di nascondersi. Se ti nascondi vuol dire che hai qualcosa di cui ti vergogni o che ti crea qualche difficoltà nel presentarti così come sei. Allora cerchi un gruppo, anche religioso per difenderti. Sono cattolico perché ho scoperto che dovevo essere libero!
L’appartenenza alla Chiesa cattolica non è mai adesione ad un gruppo, ma è camminare verso la libertà. Nessuna difesa! Devi camminare da solo, aiutato dalla comunità di cui sei costruttore, anzi di cui sei parte. Ma libero! È la libertà non di fare quello che si vuole, ma di non dover nascondere niente. Nella Chiesa non è possibile la doppia vita, di appartenenza e di nascondimento; di aggregazione e di strumentalizzazione. Sei un tu!
Ho voluto affidarvi questa riflessione nel giorno della visitazione di Maria a sua cugina Elisabetta, ambedue in attesa della nascita dei loro figli (cf. Lc 1,5-23; 26-38). È un’immagine che mi ha sempre guidato nella vita. Dio visita la casa di Elisabetta!
Sì cari amici,
Dio ci ha visitati e si è impegnato a visitarci sempre! E ci visita perché Lui desidera che nessuno si nasconda più, che non abbia più nulla di cui vergognarsi, neanche del peccato, perché la sua visita ci libera da ogni vergogna.
Questo è il grande annuncio della misericordia: Dio è disponibile a visitarmi per farmi uscire allo scoperto, per vivere nella storia con una personalità che solo Lui può darmi.
Negli anni della mia vita ha visto tante proposte di liberazione dell’uomo: ma tutte si sono manifestate fallimentari! Ricordo le tante proposte del novecento sull’uomo nuovo: nessuna di esse è riuscita a rendere l’uomo libero.
Molti hanno confuso la libertà con la rivendicazione dei diritti individuali. In realtà è solo la difesa dal bisogno di nascondersi.
Ti auguro di non aver mai bisogno di nasconderti, perché non hai nulla da nascondere. Chiedi ai tuoi amici di aiutarti ad essere libero, non di essere loro complice. Insieme sì, ma per costruire il bene.
In questo anno giubilare impara a verificare sempre le tue scelte, se sono finalizzate a nasconderti o se invece sono per la tua crescita. Anche a te capiterà di essere sorpreso dal Signore: “A che cosa devo che la madre del mio Signore venga a me?” (Lc 1,43). Attraverso tanti modi il Signore ti visiterà e sarà l’esperienza più bella della tua vita.
E tu, a tua volta, non impedire che, attraverso la tua persona, il Signore voglia visitare i tuoi amici. Allora, da complici, saranno compagni di viaggio: il viaggio della libertà dei discepoli. Non aver paura e anche se ti nascondessi, ricordarti che il Signore non ti ha dimenticato, Ti cercherà finché non ti avrà sedotto, come è avvenuto per Agostino.
È la vera seduzione della vita, che da oppresso ti rende libero. Non più complice ma collaboratore di Dio e dei fratelli. Non sedurre più il fratello con l’inganno, ma seducilo con la tua libertà. Dovunque andrai, sarai ricordato per l’amore con cui hai amato e servito gli amici.
Vi auguro di cuore un grande successo accademico e Vi aspetto per riprendere insieme il cammino a settembre.
Con amicizia
+ Lorenzo, vescovo
 
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Lorenzo Leuzzi

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