Raccogliere non seminare

Meditazione quotidiana sulla Parola di Dio

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Lettura

La festa dei patroni d’Europa, i santi Cirillo e Metodio, fanno interrompere il ciclo di letture tratte dal Vangelo di Marco per passare al Vangelo di Luca. Il testo ricorda l’invio, da parte di Gesù, di settantadue discepoli. Egli chiede che vadano sempre a due a due, che non portino borsa, sacca o sandali. Ricorda anche la ragione: la messe è tanta, e gli operai sono pochi. 

Meditazione

Evangelizzazione, nuova evangelizzazione, sforzi per portare il Vangelo in ogni casa, luoghi d’incontro, canali televisivi, libri e articoli: quanto impegno per portare la fede alle persone! Il mondo industrializzato, soprattutto europeo, sembra un territorio missionario. I cristiani praticanti sono la minoranza e molti, pur essendo battezzati, entrano in Chiesa solo quando c’è qualche battesimo, matrimonio o da piangere qualche congiunto defunto. La fede sembra essere persa. Ci si rivolge ai maghi e ai cartomanti, ci si affida al dottore, al denaro e a quelli che “ti possono raccomandare”. Si giocano cifre considerevoli ai giochi d’azzardo, come se tutta la fortuna fosse racchiusa in qualche numero o gratta-e-vinci. Allora, cosa dovremmo fare per cambiare le cose? Andare a due a due per il mondo a “seminare” la fede, che poi forse, crescerà e diventerà la fede di un cristiano? Come? A ben leggere il testo, Gesù non parla di semina. Non parla di innaffiare, curare la crescita o togliere la zizzania. Gesù parla di messe, di raccolto. Egli si rivolge ai discepoli per chiedere loro di aiutare nel raccolto. Per il resto sembra che ci sia stato qualcun altro che ha già preparato tutto. Quindi Gesù chiede ai discepoli, chiede a noi, di recarci sui campi dove è già stato arato, seminato, curato tutto, a cogliere quanto è maturo. Raccoglierlo e portarlo nel granaio. Non siamo noi che facciamo nascere e crescere la fede nelle persone. È Dio. Non siamo noi, non è il nostro catechismo e neppure le nostre buone opere che fanno crescere la fede. È Dio. Il nostro compito è prendere il frutto maturo, che Lui ha preparato, e radunarlo. Poi lo dobbiamo portare al sicuro. Siamo pochi, troppo pochi. Ma Gesù ci ha detto quello che dobbiamo fare in primis: cogliere quanto è maturo. Portare tra noi chi è pronto. E sembra che sono tanti, tantissimi! 

Preghiera

Signore, siamo tanto pieni di noi stessi! Pensiamo che tutto dipenda esclusivamente da noi! Pensiamo di convertire il mondo, ma non ci riusciamo neppure con il nostro cuore. Insegnaci ad aprirci a te, affinché tu possa agire in noi e attraverso noi. 

Agire

Ci affanniamo tanto per gli altri: oggi facciamo un gesto gentile – può anche essere un saluto o un sorriso – verso chi fa parte della nostra parrocchia, verso chi sappiamo cattolico praticante. Rafforziamoci tra noi! 

Meditazione del giorno a cura della prof.ssa Alexandra von Teuffenbach, docente di Teologia e Storia della Chiesatratta dal mensile “Messa Meditazione”, per gentile concessione di Edizioni ART. Per abbonamenti  info@edizioniart.it

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ZENIT Staff

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