La Chiesa: fonte delle buone notizie

Aperte le iscrizioni per un incontro di comunicatori alla Pontificia Università della Santa Croce

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di Paul De Maeyer

ROMA, martedì, 24 gennaio 2012 (ZENIT.org).- È possibile raccontare la vita della Chiesa in maniera brillante e affascinante?

Si può spiegare il magistero del Papa, le encicliche e le omelie senza annoiare i lettori?

La buona novella può ancora attirare l’interesse e conquistare i cuori della gente?

Ha senso parlare di giornalismo e operatori della comunicazione cattolici?

In che modo è possibile superare i pregiudizi ed i luoghi comuni con cui viene raccontata la Chiesa cattolica?

A queste ed altre mille domande cercherà di rispondere l’ottavo Seminario Professionale sugli Uffici di Comunicazione della Chiesa, organizzato dalla Facoltà di Comunicazione Istituzionale della Pontificia Università della Santa Croce (PUSC)

Si tratta di un seminario a carattere internazionale che si svolgerà a Roma dal 16 al18 aprile 2012, con il titolo “Comunicazione della Chiesa volti, persone, storie”.

Tre giorni di dibattito intenso e aperto, a cui parteciperanno cardinali, Arcivescovi, capi dicastero della Curia Romana, giornalisti affermati, capiredattori e direttori di uffici stampa di testate e diocesi prestigiose, direttori di uffici stampa di Conferenze Episcopali e docenti universitari dei diversi continenti*.

Le iscrizioni al convegno si sono appena aperte** e per saperne di più ZENIT ha intervistato il prof. don José María La Porte, decano della Facoltà di comunicazione della PUSC.

Secondo Lei il tema della fede è un argomento che interessa i mezzi di comunicazione di massa?

La Porte: La fede possiede un fascino ed una forza informativa travolgente che non è stata modificata nel corso dei secoli. Se i media dedicassero più spazio a ciò che veramente conta per il pubblico, allora le domande radicali sull’esistenza dell’uomo rimarrebbero un argomento di grande interesse e informazione

Alcuni sostengono che l’interesse dei media per questo Pontificato è inferiore al precedente. Cosa pensa al riguardo?

La Porte: Che non è vero. Basti pensare alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid (un milione e mezzo i giovani) o l’interessante dibattito sul bene comune generato nel corso del viaggio del Papa in Germania (importante discorso in Parlamento), o l’ultima riunione ad Assisi con i rappresentanti di varie religioni, agnostici e atei. Se c’è stato un cambiamento riguarda il modo in cui i media hanno reagito ai temi proposti dal Pontefice Benedetto XVI.

Quali gli obbiettivi del seminario internazionale che si svolgerà in aprile?

La Porte: Il seminario ha lo scopo di offrire idee, condividere esperienze, formulare risposte alle sfide che i professionisti della comunicazione nelle istituzioni ecclesiastiche si trovano ad affrontare. Il dibattito verrà approfondito anche dal punto di vista scientifico e universitario.

Quali le novità?

La Porte:In questa ottava edizione, abbiamo deciso di concentrarci su un tema scottante: e cioè quello della testimonianza cristiana nel corso della professione. Intendiamo discutere su come incarnare la comunicazione della Chiesa nel vivere volti e storie personali.

Perché questo argomento?

La Porte:Il Santo Padre ha ricordato che la verità del Vangelo “è destinata ad essere sempre incarnato nel mondo reale e in relazione agli specifici volti dei fratelli e delle sorelle con cui condividiamo la vita quotidiana”. Questa frase messaggio della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, 2011, è particolarmente rilevante se si pensa all’’annuncio del 2012 come anno per la Nuova Evangelizzazione e della Fede.

In che modo questo tema può entrare nel programma di comunicazione delle diocesi?

La Porte: Noi crediamo che il compito dei comunicatori che lavorano per la Chiesa e per le comunità cristiane è quello di andare oltre la scrittura dei comunicati stampa. L’idea è che devono diffondere informazioni e notizie brillanti e attraenti. Per far questo c’è bisogno di comunicare il senso dell’esperienza vissuta, in modo da far conoscere la passione, l’amore e la carità con cui si racconta la vita della Chiesa e si da voce alle molteplici attività delle comunità cristiane.

Qual è il mezzo di comunicazione più efficace?

La Porte Sembrano avere particolare rilevanza i mezzi audiovisivi (compresa la radio) e la rete comprensiva dei social network, ma ci teniamo a precisare che il tema centrale del simposio non sono i mezzi tecnici bensì il rapporto comunicativo tra fede e storie personali.

Perché questa insistenza sulle esperienze personali?

La Porte: I pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI hanno sempre insistito su un concetto: La fede non è qualcosa di astratto, ha a che fare me, con voi, anche se si incontrano su Twitter o Facebook.

Questa idea di incontro personale non si scontra con la globalizzazione di anonimi?

La Porte: Con la diffusione dei processi digitali sono aumentati i contatti tra le persone, anche se spesso si assiste ad una riduzione nella qualità delle relazioni che favorisce un certo anonimato. La sfida è quella di umanizzare questi rapporti, riempiendoli di contenuti. In questo modo un’esistenza anonima può diventare novità. L’esperienza della fede, vissuta e raccontata in prima persona, rimane un potente strumento per far conoscere e trasmettere il cristianesimo.

* http://bib26.pusc.it/csi/ucc2012/program_it.html

** http://bib26.pusc.it/csi/ucc2012/index.html

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ZENIT Staff

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