La ricerca della bellezza nel dialogo tra cristiani e musulmani

Dal 28 al 29 ottobre si terrà il “Meeting del Cairo”

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di Antonio Gaspari

ROMA, lunedì, 25 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Carichi di speranza, aperti allo stupore, desiderosi di incontri per alimentare l’amicizia e camminare insieme alla ricerca della verità e della bellezza. Queste le motivazioni che hanno spinto  la Fondazione Meeting, il Centro Culturale Ta’Wassul de Il Cairo e l’ American Muslim Foundation International ad organizzare per il 28 e il 29 ottobre il “Meeting del Cairo”.

Si tratta di un tentativo di replicare nella capitale egiziana, lo spirito che anima il Meeeting per l’amicizia tra i popoli che si svolge a  Rimini nelle seconda metà di agosto di ogni anno.

L’evento gode del sostegno del Ministero della Cultura, dell’Università de Il Cairo, dell’Università Americana, del Consiglio Egiziano per gli Affari Esteri e dell’Associazione Bagwash per le Scienze Umane.

Per comprendere le ragioni e le finalità di un evento così originale dove si incontreranno cattolici, copti e islamici, ZENIT ha intervistato uno degli ideatori e organizzatori, il prof. Wael Farouq docente di lingua araba all’American University de Il Cairo

Come è nata l’idea di portare il Meeting per l’amicizia tra i popoli a Il Cairo?

Farouq: Dopo aver partecipato al Meeting di Rimini per diversi anni ho deciso di invitare alcuni amici egiziani come il giudice Hosam Mikawy e tramite lui la Vice presidente della Corte Costituzionale egiziana Tahani  al-Jibely e il marito Abd el Ghaffar Hinash. Da questo è nato in noi il desiderio di  portare in Egitto un’esperienza come il Meeting. 

Perchè lei che è di religione musulmana propone tre giorni di incontri insieme ad un’associazione di credenti cattolici?

Farouq: Dalla domanda sembra che la collaborazione tra cristiani e musulmani sia qualcosa di strano. Per me invece non lo è. Fin dalla mia infanzia sono stato abituato ad avere un rapporto di amicizia con i cristiani, la migliore amica di mia madre, per esempio, era cristiana e fin da piccolo ho partecipato a diversi ritiri spirituali cristiani. Per questo il Meeting non è che un’ulteriore occasione per percorrere insieme il comune cammino alla ricerca della verità. 

In che modo ha conosciuto il movimento di Comunione e Liberazione (CL) e gli scritti di don Giussani? Come valuta questa conoscenza?

Farouq: Ho conosciuto CL attraverso un mio studente, Paolo Caserta. Del rapporto con lui mi stupiva la possibilità di mettere a tema ciò che avevo di più caro: il mio desiderio di bellezza e di verità. Quando ho letto “Il senso reeligioso” di don Luigi Giussani ho capito meglio l’origine del modo di vivere di Paolo. Il senso religioso infatti insegna un metodo per affrontare la vita a partire dal desiderio che abbiamo in comune.

Quali sono le affinità che possono avvicinare i cattolici, i copti e i musulmani?

Farouq: Abbiamo in comune l’esigenza di felicità che vediamo realizzarsi nel rapporto con Dio.

In che modo ha reagito la società civile egiziana all’idea del Meeting per l’amicizia tra i popoli?

Farouq: Ha avuto un impatto sorprendente se si considera che in Italia il Meeting ha una tradizione ben precisa e consolidata, assente in Egitto. Eppure, non appena abbiamo proposto alla gente di partecipare alla realizzazione del Meeting  siamo stati travolti dalle richieste di parteciparvi, soprattutto da parte dei giovani: i volontari sono quasi trecento.  Alla luce di questo mi è stato subito evidente che in Egitto c’è gente disposta a impegnarsi  per  l’attesa e il desiderio di essere presi sul serio. Questo evento è dunque un’occasione per il riscatto di quell’umanità da secoli minacciata e impoverita dal potere e dai fondamentalismi del nostro Paese.

Chi sono le personalità che parteciperanno agli incontri?

Farouq: Saranno presenti in primo luogo diverse personalità di spicco egiziane.  La Presidente del Meeting Cairo è Tahani al-Jibaly, Vice presidente della Corte Costituzionale, interverranno inoltre il Ministro della Cultura, Farouq Hosni, il Rettore dell’Università de Il Cairo, Hosam Kamil, il Decano della Facoltà di Teologia, Abdel Moaty Bayoumi. Sarà presente inoltre una delegazione italiana di giornalisti, professionisti e professori. Tra essi interverranno la Presidente del Meeting Emilia Guarnieri  e l’astrofisico Marco Bersanelli. Tra gli ospiti stranieri di rilievo è opportuno citare Jean Francois Thiery, docente della Facoltà di Scienze Religiose di Minsk e il giurista americano Joseph Weiler, professore di Diritto alla New York University e membro dell’Accademia Americana delle Arti e delle Scienze.

Cosa pensa del Sinodo sul Medio Oriente che si è svolto a Roma?

Farouq: Penso che questo Sinodo sia capitato al momento giusto, perché può incoraggiare i cristiani in Medio Oriente ad abbandonare la loro attuale posizione di isolamento nei confronti della società civile.

Penso inoltre che il Meeting de Il Cairo costituisca un passo ulteriore in questa direzione, perché vede cristiani e musulmani protagonisti di un dialogo vivo sui temi più rilevanti del contesto in cui sono chiamati a vivere.

Il programma degli incontri prevede: la cerimonia d’apertura presso l’Aula Magna dell’Università de Il Cairo il 28 ottobre alle 20.00 a cui parteciperà il ministro della Cultura Farouq Hosni, Tahani al-Jibaly, Vice presidente della Suprema Corte Costituzionale e Presidente del Meeting de Il Cairo, il Vice rettore dell’Università de Il Cairo, Hiba Nassar e il presidente del Meeting Emilia Guarnieri. 

Nel corso della serata verrà consegnato un omaggio da parte del Rettore dell’Università del Cairo Hosam Kamil, mentre Christian Van Nispen, professore di filosofia e di islamologia alla Facoltà copto cattolica de Il Cairo, sarà consegnato un omaggio del comitato organizzativo.

La cerimonia si concluderà con il concerto musicale del gruppo Sama’a di canto religioso. 

Alla cerimonia è prevista anche la partecipazione di: Mamduh Mar’i, Ministro della Giustizia, Faiza Abu al-Naga, Ministro della Cooperazione Internazionale, e di Mushira Khattab, Ministro della Famiglia e della Popolazione. 

Il giorno seguente, il 29 ottobre, presso l’Opera House la giornata si aprirà con la tavola rotonda “L’esperienza del Meeting di Rimini: trent’anni di amicizia, trent’anni di conoscenza”, presieduta da Hosam Mikawi, Presidente del Tribunale del Cairo Sud con Emilia Guarnieri e la testimonianza di un volontario egiziano del Meeting di Rimini. 

Seguirà poi la conferenza su “La Via lattea tra scienza, storia e arte”, con Marco Bersanelli, docente di astrofisica e Emad Abu Ghazi, Presidente del Supremo Consiglio per la Cultura. 

In questa giornata sarà presentata la traduzione in arabo della mostra, già allestita al Meeting di Rimini del 2006, dedicata alla Via Lattea dal titolo: “.. . A che tante facelle?” La Via Lattea tra scienza, storia e arte”. Inoltre sarà possibile visitare la mostra “La bellezza e il dialogo tra culture nell’opera creativa dei caricaturisti egiziani”.

Aprirà il pomeriggio alle 14.30 l’incontro dal titolo “Il cuore quella natura che ci spinge desiderare cose grandi”, con Jean-François Thiery, Docente della Facoltà di Scienze della Religione di Minsk, Bielorussia, Sir Magdi Yaacoub, Cardiochirurgo di fama mondiale e Saeed Al Wakeel, Docente all’Università Americana del Cairo. A presiedere sarà Fawzi Fahmy, Responsabile dell’Accademia Internazionale Media Science.

Alle ore 16.00 l’ultimo incontro della giornata con Ambrogio Pisoni, docente all’Università Cattolica di Milano e Samir Gharib, Presidente dell’Organizzazione Nazionale Egiziana per l’Armonia Urbana, sul tema: “La bellezza, lo spazio del dialogo tra culture”.

Infine lo spettacolo serale alle 20.30, questa volta in italiano, con lo ShuberTrio, presso la cittadella d
i Saladino. 

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ZENIT Staff

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