Il Papa esorta a “una collaborazione leale e rispettosa” tra Chiesa e Stato

Ricevendo il nuovo ambasciatore del Cile presso la Santa Sede

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 7 ottobre 2010 (ZENIT.org).- Tra Chiesa e Stato ci deve essere “una collaborazione leale e rispettosa”, ha affermato Papa Benedetto XVI questo giovedì incontrando il nuovo ambasciatore del Cile presso la Santa Sede.

Fernando Zegers Santa Cruz è stato ricevuto in udienza dal Pontefice in occasione della presentazione delle sue lettere credenziali.

“Sebbene lo Stato e la Chiesa siano indipendenti e autonomi ognuno nel proprio campo, entrambi sono chiamati a sviluppare una collaborazione leale e rispettosa per servire la vocazione personale e sociale delle persone stesse”, ha spiegato il Papa nel discorso che ha rivolto al diplomatico.

“Nel compimento della sua missione specifica di annunciare la Buona Novella di Gesù Cristo, la Chiesa cerca di rispondere alle aspettative e agli interrogativi degli uomini, basandosi anche su valori e principi etici e antropologici iscritti nella natura stessa dell’essere umano”, ha aggiunto.

“Quando la Chiesa fa sentire la sua voce dinanzi alle grandi sfide e ai problemi attuali, come le guerre, la fame, la povertà estrema di tanti, la difesa della vita umana dal concepimento fino al suo termine naturale, o la promozione della famiglia fondata sul matrimonio fra un uomo e una donna e prima responsabile dell’educazione dei figli”, ha sottolineato il Pontefice, “non agisce per un interesse particolare o per principi che possono percepire solo quanti professano una determinata fede religiosa”.

“Rispettando le regole della convivenza democratica, lo fa per il bene di tutta la società e a nome dei valori che ogni persona può condividere con la sua retta ragione”.

Vicinanza al Cile

Il Papa ha quindi espresso la propria vicinanza al Cile, Paese che “sebbene geograficamente lontano”, serba “nel profondo del cuore, soprattutto dopo il terribile terremoto che ha subito recentemente”.

“Non mi dimentico neppure dei minatori della regione di Atacama e dei loro cari, per i quali prego con fervore”, ha aggiunto.

A questo proposito, ha voluto “sottolineare e valorizzare l’unità del popolo cileno dinanzi alle disgrazie, la sua risposta tanto generosa e solidale quando la sofferenza imperversa”.

Allo stesso modo, ha segnalato “lo sforzo immenso che la Chiesa cattolica in Cile, molte delle cui comunità sono state a loro volta duramente colpite dal sisma, sta realizzando per cercare di aiutare quanti ne hanno bisogno”.

Chiesa feconda

Ricordando che l’ambasciatore inizia la sua missione presso la Santa Sede nell’anno in cui il Cile celebra il Bicentenario della sua Indipendenza, Benedetto XVI ha rimarcato anche il ruolo della Chiesa negli eventi più importanti del Paese, “come pure nel consolidamento di un’identità nazionale propria, profondamente segnata dal sentimento cattolico”.

Il Vangelo, ha spiegato, ha prodotto nel Paese “frutti abbondanti di santità, di carità, di promozione umana, di ricerca costante della pace e della convivenza”.

In questo senso, ha ricordato anche la celebrazione, lo scorso anno, del 25° anniversario della firma “del Trattato di pace e di amicizia con l’Argentina, Nazione sorella, che, con la mediazione pontificia, ha posto fine al contenzioso australe”, “accordo storico” che “resterà per le generazioni future un esempio luminoso del bene immenso che la pace porta con sé, come pure dell’importanza di conservare e di promuovere quei valori morali e religiosi che costituiscono il tessuto più intimo dell’anima di un popolo”.

Soprattutto nelle circostanze attuali, in cui “bisogna far fronte a tante sfide che minacciano la stessa identità culturale”, “è importante favorire soprattutto fra i giovani un sano orgoglio, un rinnovato apprezzamento e una rivalorizzazione della loro fede, della loro storia, della loro cultura, delle loro tradizioni e della loro ricchezza artistica e di ciò che costituisce il migliore e più ricco patrimonio spirituale e umano del Cile”, ha indicato.

“Il popolo cileno sa bene che la Chiesa in questa Nazione collabora, in modo sincero ed efficace, e desidera continuare a farlo, a tutto ciò che può contribuire alla promozione del bene comune, del giusto progresso e della pacifica e armoniosa convivenza di tutti coloro che vivono in questa bella terra”, ha concluso.

Fernando Zegers Santa Cruz è nato nel 1932, è sposato e ha quattro figli. Laureato in Giurisprudenza e avvocato, è stato docente-cofondatore della Scuola di Giornalismo all’Università Cattolica.

Entrato nella carriera diplomatica nel 1964, è stato, tra le altre cose, presidente della Delegazione cilena alla III Conferenza dell’ONU sul Diritto del Mare (1968-1982), delegato in missione speciale all’Assemblea dell’ONU (1772, 1973 e 1975) e ambasciatore in Brasile (1978-1981), in Spagna (1984-1986) e in Australia (1992-1996).

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ZENIT Staff

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