ROMA, martedì, 30 settembre 2008 (ZENIT.org).- Scade il prossimo 10 ottobre il termine per inviare le domande d'iscrizione all'ottavo corso biennale in dottrina sociale della Chiesa, promosso a Roma dalla Fondazione “Centesimus Annus” in collaborazione con la Pontificia Università Lateranense, informa "L'Osservatore Romano".

Il corso, il cui obiettivo è formare laici responsabili nell'era della globalizzazione ha un numero di 25 posti disponibili e si rivolge agli operatori del mondo economico e sociale; professionisti, imprenditori, dirigenti o persone coinvolte in attività lavorative a livello di responsabilità nel campo della pastorale del lavoro, nonché a giovani che vogliono impostare la loro vita operativa e personale secondo i principi della morale cattolica con particolare riferimento alla dottrina sociale della Chiesa.

La fondazione, si legge in una nota informativa, persegue la promozione e la conoscenza della dottrina sociale cristiana fra persone qualificate per il loro impegno imprenditoriale e professionale nella società, affiancando al corso biennale incontri periodici, sotto forma di seminari e convegni, anche di carattere internazionale.

Il corso è organizzato in sette moduli annuali che si svolgono il sabato e la successiva domenica mattina. Al termine del secondo anno verrà discussa una tesi su materie oggetto di insegnamento per il conseguimento del diploma in Dottrina sociale della Chiesa predisposto dalla Lateranense.

L'inizio del prossimo corso è fissato a fine novembre. La cadenza delle lezioni è mensile. La sede è presso l'istituto di Maria SS. Bambina a lato del colonnato di Piazza San Pietro. Il costo dell'iscrizione al primo anno ammonta a mille euro e include le dispense eventualmente predisposte dai docenti.

[Per maggiori informazioni: http://www.centesimusannus.org]

La Gendarmeria vaticana entrerà nell'Interpol

CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 28 settembre 2008 (ZENIT.org).- Entro il 10 ottobre prossimo, a San Pietroburgo, il Segretario generale del Governatorato della Santa Sede, monsignor Renato Boccardo, firmerà un protocollo di adesione della Gendarmeria vaticana all’Interpol, l’Organizzazione che riunisce i Corpi di Polizia internazionali.

Ad annunciarlo – fa sapere la “Radio Vaticana” – è stato il Comandante del Corpo della Gendarmia, il dott. Domenico Giani, in occasione della celebrazione, sabato pomeriggio, nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo, davanti ad oltre 500 persone tra cui autorità civili e militari, della festa di San Michele Arcangelo, Patrono della Gendarmeria vaticana.  

Dalla fine del 2006 la Gendarmeria vaticana partecipa agli incontri dei Capi di Polizia dei Paesi appartenenti all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE).

Domenico Giani ha inoltre fatta sapere che è allo studio un “accordo di cooperazione con la Polizia italiana”, “dettato dalla recrudescenza dei fenomeni criminali”.

La festa della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano, accompagnata da un concerto della Banda del Corpo, è iniziata con la celebrazione della Santa Messa presieduta dal Cardinale Giovanni Lajolo, Governatore dello Stato della Città del Vaticano e dal cappellano monsignor Giulio Viviani.

Con la  benedizione e la consegna del nuovo Stendardo del Corpo, simbolo di unità e dedizione al Papa, la cerimonia è proseguita con la proiezione di un filmato riguardante la storia e le attività della Gendarmeria.

Benedetto XVI ha poi raggiunto il parco antico delle Ville di Castel Gandolfo per un breve saluto, esprimendo il suo “sincero ringraziamento per la competenza e la dedizione” con le quali i gendarmi svolgono il loro servizio alla Chiesa.

La nascita del Corpo della Gendarmeria risale al 1816 quando Pio VII, per ristrutturare i precedenti servizi di ordine pubblico, di sicurezza e di polizia giudiziaria già esistenti nello Stato Pontificio creò il Corpo dei Carabinieri Pontifici, denominazione cambiata nel 1850 dal beato Pio IX, prima in “Veliti Pontifici”, poi in Gendarmeria vaticana.

Compito del Corpo è prendersi cura della sicurezza e dell’ordine pubblico, svolgere i compiti istituzionali di polizia, inclusi quelli di frontiera, così come quelli della polizia giudiziaria e tributaria, per la sicurezza dei luoghi e delle persone.

Attualmente 160 effettivi, tutti di nazionalità italiana, compongono il Corpo della Gendarmeria vaticana, che ha personale altamente specializzato in azioni antiterrorismo, antisabotaggio e in tutte le principali attività di prevenzione. Ha anche esperti nel settore informatico e nella videovigilanza.

Sul territorio italiano, la protezione del Santo Padre, è garantita in collaborazione con l’Ispettorato generale di Pubblica Sicurezza presso il Vaticano. Fuori dall’Italia, la Gendarmeria collabora con la polizia dei vari Paesi che ospitano il Papa.