CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 28 febbraio 2011 (ZENIT.org).- Per Benedetto XVI, la Chiesa cattolica deve imparare e parlare il “nuovo linguaggio” dei mezzi di comunicazione delle reti digitali.

E' questa la sfida che ha lanciato questo lunedì ai partecipanti all'assemblea plenaria del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, che riunisce fino a questo giovedì in Vaticano pastori, comunicatori ed esperti della comunicazione dei cinque continenti.

“Non si tratta solamente di esprimere il messaggio evangelico nel linguaggio di oggi, ma occorre avere il coraggio di pensare in modo più profondo, come è avvenuto in altre epoche, il rapporto tra la fede, la vita della Chiesa e i mutamenti che l’uomo sta vivendo”, ha spiegato il Pontefice.

Benedetto XVI ha quindi affidato al dicastero il compito di approfondire la “cultura digitale”, “stimolando e sostenendo la riflessione per una maggiore consapevolezza circa le sfide che attendono la comunità ecclesiale e civile”.

Ha poi esortato quanti lo ascoltavano nell'“impegno di aiutare quanti hanno responsabilità nella Chiesa ad essere in grado di capire, interpretare e parlare il 'nuovo linguaggio' dei media in funzione pastorale, in dialogo con il mondo contemporaneo”.

Per questo, ha constatato, bisogna rispondere a queste domande: “Quali sfide il cosiddetto 'pensiero digitale' pone alla fede e alla teologia? Quali domande e richieste?”.

Nuovi simboli e metafore

“La cultura digitale pone nuove sfide alla nostra capacità di parlare e di ascoltare un linguaggio simbolico che parli della trascendenza”, ha riconosciuto il Vescovo di Roma.

“Gesù stesso nell’annuncio del Regno ha saputo utilizzare elementi della cultura e dell’ambiente del suo tempo: il gregge, i campi, il banchetto, i semi e così via”.

“Oggi siamo chiamati a scoprire, anche nella cultura digitale, simboli e metafore significative per le persone, che possano essere di aiuto nel parlare del Regno di Dio all’uomo contemporaneo”, ha invitato.

Una comunicazione umana

La proposta del Papa è quella di “promuovere una comunicazione veramente umana”, che analizzi il nuovo fenomeno comunicativo “al di là di ogni facile entusiasmo o scetticismo”.

Il contributo dei credenti, ha sottolineato, deve aiutare “lo stesso mondo dei media, aprendo orizzonti di senso e di valore che la cultura digitale non è capace da sola di intravedere e rappresentare”.

La Cassazione rigetta il ricorso della Radio Vaticana sull'elettrosmog

ROMA, venerdì, 25 febbraio 2011 (ZENIT.org).- Questo venerdì la Direzione generale della Radio Vaticana ha espresso rammarico per una decisione presa il 24 febbraio dalla Corte di Cassazione relativa al procedimento a carico dell’Emittente pontificia per il presunto inquinamento elettromagnetico.

La Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione, si legge in una nota della Direzione della Radio, ha infatti rigettato “il ricorso presentato dalla difesa contro la sentenza pronunciata in data 14.10.2009 dalla Corte di Appello di Roma, la quale aveva dichiarato di non diversi procedere nei confronti di un ex Dirigente dell’Emittente pontificia per prescrizione del reato (‘getto pericoloso di cose’)”.

“Tale sentenza – prosegue il comunicato – veniva contestata dalla difesa perché contrariamente ai principi giuridici fissati da una precedente sentenza della stessa Corte di Cassazione, privava – di fatto – l’imputato della possibilità di essere giudicato – e quindi assolto – nel merito”.

“Rimandando una valutazione più approfondita della decisione della Suprema Corte alla pubblicazione delle motivazioni della sentenza, la Direzione della Radio esprime rammarico per questa decisione anche alla luce del fatto che la procura generale non aveva ritenuto infondati alcuni motivi del ricorso”.