ROMA, venerdì, 20 agosto 2010 (ZENIT.org).- Dal 23 al 27 agosto, si svolgerà a Fabriano, in provincia di Ancona, la 61° Settimana liturgica nazionale sul tema: “Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Eucaristia e condivisione”.

Il convegno si inserisce nelle manifestazioni che la Chiesa italiana ha programmato in preparazione del 25° Congresso eucaristico nazionale, che verrà celebrato ad Ancona dal 4 all’11 settembre 2011.

La relazione introduttiva alla prossima Settimana liturgica nazionale sarà svolta dal Cardinale Angelo Scola, Patriarca di Venezia mentre la chiusura sarà affidata al Predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, O.F.M.

In un messaggio mons. Giancarlo Vecerrica, Vescovo di Fabriano-Matelica, si dice grato per la scelta ricaduta sulla sua diocesi e per l'impegno portato avanti dal Centro di Azione Liturgica (CAL) attraverso questi appuntamenti nell'“educare a vivere la liturgia come vita nella fedeltà al magistero della Chiesa e nella fedeltà all'uomo e alle sue domande, coinvolgendo tutti, clero e fedeli”.

In questo modo, evidenzia il presule, “la liturgia diventa 'radice' nella vita cristiana e diventa profezia per il popolo. La liturgia è testimonianza pubblica; è vita; è vita umana toccata dal Mistero, e perciò cambiata”.

“La nostra diocesi di Fabriano-Matelica - ricorda monsi. Giancarlo Vecerrica - ha una storia molto ricca di radici mariane - quanti santuari dedicati alla Madonna! -; radici benedettine, attraverso la presenza degli abati san Silvestro e san Romualdo; radici francescane, qui è venuto più volte san Francesco e qui sono nati i Cappuccini. Tali ricchezze storiche hanno generato un grande patrimonio culturale che le esprime e che può essere incontrato e gustato”.

Riflettendo sul tema della Settimana liturgica nazionale il presule ha affermato che “è l'Eucaristia che rende possibile il cammino umano; Cristo, donandosi, perfeziona l'uomo in se stesso e così l'Eucaristia diventa cibo del cammino, alimento vero delle persone e delle loro aspettative”.

“Quanto è importante – conclude poi – presentare l'Eucaristia come pane quotidiano nella condivisione per il nostro territorio che soffre a causa della crisi economica e perciò del lavoro, e come sarà segno di speranza per tutti e quale spettacolo di unità potrà realizzare (cfr. Gv 14,19-20)!”.



[Per maggiori informazioni: www.61settimanaliturgicanazionale.it]

Si avvicina agli uomini chi sa andare verso Dio

ROMA, sabato, 31 luglio 2010 (ZENIT.org).- Pubblichiamo di seguito l’omelia pronunciata da mons. Vincenzo Pelvi, Arcivescovo Ordinario militare per l’Italia, nel presiedere nella basilica di Santa Maria degli Angeli, a Roma, la Messa per i funerali degli alpini Mauro Gigli, 41 anni, e Pier Davide De Cillis, 33 anni, morti il 28 luglio a Herat in Afghanistan a causa dell’esplosione di un ordigno.

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Signor Presidente della Repubblica,

Carissimi familiari di Mauro e Pier Davide,

stasera, in questa Basilica, vorrei che ciascuno si sentisse a casa per una sosta di consolazione. Rifletto con voi sul dolore straziante e indicibile che attraversa la nostra vita di mendicanti che cercano un senso a una morte improvvisa e umanamente ingiusta.

Dove trovare il senso del mondo e della propria esistenza? La nostra fede ci invita a guardare in alto. Ci chiediamo: quale Dio seguire? Sappiamo che c’è il Dio forte dal volto duro, chiamato il Dio d’oro (cfr. Es. 20-23). C’è il Dio ignoto, quello della magia e dell’esoterismo (cfr. At. 17,23). Esiste il Dio nascosto (cfr. Is. 45,15), ricercato dagli uomini che soffrono.

Noi seguiamo il Dio Amore, persona che entra in rapporto con l’uomo, Padre che si carica sulle spalle la prova, il dubbio, l’angoscia, la solitudine. Un Dio innamorato dell’uomo, tanto che diventa uomo in Gesù Cristo.

Ciò che non riusciamo a capire del Signore è l’unione della potenza divina da una parte e nella stessa persona la provenienza umana.

Tra lo stupore e lo sdegno, nel Vangelo ora ascoltato, i presenti si chiedono: Da dove vengono a Gesù questa sapienza e i prodigi? Non è figlio di un falegname? (cfr. Mt 13,54-55).

L’amore di Dio resta sempre motivo di scandalo. Sin dalla sua Incarnazione lo scandalo minaccia il Figlio di Dio. Da ultimo l’incendio divampa alto, investendo anche lui: è la rivolta del cuore umano contro Colui che porta l’amore.

C’è sempre qualcosa che non si comprende nell’esistenza di chi opera il bene. Non importa che sia il figlio del falegname, e neanche che sia un sacerdote e neppure che sia un nostro militare. I concittadini di Gesù non comprendono il mistero della benevolenza divina e della tenerezza immensa che sta a fondamento della sua esperienza terrena.

Carissimi Mauro e Pier Davide, le vostre famiglie mi hanno raccontato la bellezza della vostra fede.

Tu Mauro hai sempre difeso la vita degli altri, anche nell’ultimo istante della tua esistenza terrena. Sempre sorridente e disponibile, credevi e ed eri entusiasta della professione militare. I tuoi genitori, la tua sposa Vita, i tuoi figli Gian Mauro e Marco aspettavano a giorni il tuo rientro in licenza.

Il piccolo Marco stamane all’aeroporto diceva: “il corpo di papà non c’è ma l’anima è in cielo”. Veramente dalla bocca dei bambini ascoltiamo le verità eterne.

E tu Pier Davide sei sempre stato attivo nella comunità parrocchiale e come responsabile dei giovani di Azione Cattolica hai insegnato il valore dell’amicizia e della fraternità a tanti ragazzi e ragazze che ti avevano come modello. I tuoi genitori, la tua sposa Caterina, i tuoi figli Asia e Pier Davide – il figlio che sta per nascere e avrà il tuo nome – sono fieri degli ideali, che lasci come fiaccola per il loro cammino. Tua moglie, tra l’altro, mi raccontava di come tu le avessi insegnato a pregare e che ogni sera condividevate in casa la vostra fiducia in Dio.