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Vatileaks 2: processo riprende sabato. Previste udienze per lunedì e martedì

Completate perizie richieste nell’ultima udienza del 7 dicembre 2015. Verranno ascoltati i testimoni, tra cui i cardinali Parolin e Abril y Castillò

Riprenderà sabato prossimo in Vaticano il processo Vatileaks 2 sulla sottrazione e fuga di documenti riservati del Papa e della Santa Sede. Lo rende noto l’Ansa, informando che terminata la procedura delle perizie informatiche, il Tribunale ha fissato per sabato un’udienza a porte chiuse che dovrebbe servire a decidere quali parti del materiale esaminato si potranno utilizzare negli atti del processo. Altre due udienze sono state poi fissate, per lunedì e martedì della prossima settimana per l’ascolto dei testimoni.

Il processo aveva subito uno stallo dal 7 dicembre 2015, giorno dell’ultima udienza alla vigilia dell’apertura del Giubileo della Misericordia. La prossima era stata rinviata “a data da determinarsi”. Il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi, aveva poi spiegato ai giornalisti che il Tribunale aveva predisposto un rinvio di circa due mesi necessario per lo svolgimento delle perizie richieste nel corso dell’ultima udienza. “Attendiamo che le autorità del Tribunale vaticano comunichino quando ci saranno nuove udienze”, aveva detto il gesuita.

Una delle perizie richieste era una perizia informatica domandata dalla legale della coimputata Francesca Immacolata Chaouqui, l’avv. Laura Sgrò, circa alcune conversazioni con il monsignore spagnolo Lucio Vallejo Balda – anch’egli imputato nel processo, attualmente agli arresti domiciliari  – avvenute via sms, chat, email, che, secondo gli atti, risultavano mancanti di parti. La seconda riguardava l’acquisizione della perizia psichiatrica di mons. Vallejo già presente nell’appartamento insieme ad altri documenti.

Oltre a Vallejo e Chaoqui, ex membri Cosea, sono imputati nel processo Nicola Maio, collaboratore del prelato, e i giornalisti Emiliano Fittipaldi e Gianluigi Nuzzi autori rispettivamente di Via crucis e Avarizia, in cui venivano pubblicati documenti economici riservati della Santa Sede.

Dodici, in totale, i testimoni richiesti dai cinque imputati. Tra questi, i cardinali Pietro Parolin, segretario di Stato, e Santos Abril y Castelló, arciprete di Santa Maria Maggiore.

[S. C.]

 

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