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Un minuto por la paz - Argentina

“Un minuto per la pace” in tutto il mondo insieme al Papa

L’iniziativa promossa da Azione Cattolica e vescovi argentini, a due anni dall’incontro di preghiera voluto da Francesco in Vaticano con i presidenti Peres e Abbas

Nel secondo anniversario dell’incontro di preghiera voluto da Papa Francesco in Vaticano insieme al presidente israeliano Peres e a quello palestinese Abu Mazen per invocare il dono della pace, il Forum internazionale di Azione cattolica, l’Umofc, l’Azione cattolica italiana, l’Azione cattolica argentina e la Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza Episcopale argentina, propongono nuovamente l’iniziativa “Un minuto per la pace”.

Accogliendo l’invito costante di Papa Francesco a non stancarsi mai di pregare e operare per la pace, le organizzazioni promotrici invitano i propri aderenti e tutti gli uomini e le donne di buona volontà a fermarsi per un minuto alle ore 13 dell’8 giugno – al lavoro, in strada, a casa – per pregare per la pace.

Le Isole Tonga saranno le prime a pregare per la pace: quando le donne dell’Umofc (Unione mondiale delle organizzazioni femminili di Azione cattolica) si fermeranno in raccoglimento nella capitale Nuku’alofa, in Italia sarà appena iniziato il nuovo giorno.

“È una proposta semplice – sottolinea Emilio Inzaurraga, coordinatore internazionale del Fiac e presidente della Commissione nazionale Giustizia e pace della Conferenza episcopale argentina – che rivolgiamo a tutti. Ciascuno può pregare lì dove si trova, seconda la sua tradizione religiosa”. “E’ un modo – aggiunge – per ricordarsi che ciascuno di noi può essere strumento di pace. E’ vero che un minuto è un tempo brevissimo, ma basta per decidere di scegliere il dialogo e la fraternità, per ricordarsi di avere un cuore che il Signore ci ha dato per la misericordia”.

In Argentina, alle 13, dell’8 giugno le campane di molte chiese di varie diocesi suoneranno per invitare i fedeli ad unirsi alla preghiera. Numerose le istituzioni e le organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa tra cui il Consiglio per la libertà religiosa, il Dipartimento per i laici, il Centro islamico della Repubblica argentina, gli Scout, la Comunità di Sant’Egidio, il Movimento dei Focolari, il Movimento familiare cristiano, la Federazione dei circoli degli lavoratori cattolici, l’Università cattolica argentina. L’Azione cattolica argentina ha invitato i docenti, nell’ambito del programma “Educare per la pace”,a realizzare delle iniziative per l’8 giugno che vanno dalla lettura di una poesia o dell’esecuzione di un canto a un flashmob con gli alunni.

A Roma, appuntamento all’udienza generale del mercoledì in Piazza San Pietro con un gruppo di giovani che simbolicamente rappresentano tutti i promotori e poi alle 13.00 nella chiesa di Santo Spirito in Sassia il  momento di preghiera presieduto da mons. Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova evangelizzazione e coordinatore del Giubileo della Misericordia.

A Betlemme, l’Azione cattolica locale invita a pregare nella Grotta della Natività. A Medellin, in Colombia, i giovani, gli adulti e anche i più piccoli si sono preparati realizzando striscioni colorati. A Bujumbura, la capitale del Burundi teatro negli ultimi mesi di ripetute violenze, si è appena concluso un incontro dei responsabili e assistenti dei Movimenti di Azione cattolica che si uniranno nella preghiera dell’8 giugno e coinvolgeranno la popolazione attraverso la radio.

L’appello per la pace è disponibile quest’anno in più di 30 lingue: oltre a italiano, inglese, francese e spagnolo, anche arabo, ebraico, greco, birmano; nella lingua degli indios guarani dell’America latina e nella lingua hausa che si parla in Mali, l’ewe del Togo e il kikuyu del nord Kenya grazie alla collaborazione di tanti responsabili di vari paesi.

“Preghiamo per la pace – conclude Inzaurraga – e preghiamo per le vittime dei conflitti. Quest’anno, in particolare, il nostro pensiero va ai rifugiati e ai richiedenti asilo, ai profughi che disperati fuggono dalle guerre per bussare alle porte dei nostri Paesi quando non muoiono attraversando il mare. Li accompagniamo con la nostra preghiera per dire loro che non sono soli e per ribadire il nostro impegno per l’accoglienza e la solidarietà”.

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Qui il video lanciato per l’iniziativa

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