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Luce / Pixabay CC0 - Aneun_9, Public Domain

Senza Cristo cade la connessione con Dio

È Lui l’unico passaggio universale che consente di connettersi con il Creatore di tutte le cose

Quando ci si trova a navigare su internet si è di continuo attenti a tenere la connessione migliore. Senza questultima diventa impossibile portare a termine con i propri strumenti tecnologici il proprio lavoro, gli spazi di relazione, formazione, informazione, evasione personale, ecc. Daltronde sulla terra comunque siamo tutti intimamente connessi, afferma Papa Francesco nella Laudato Si.  In un mondo così ben strutturato e proiettato a scoperte ancor di più inimmaginabili, non bisogna certo aver paura o disaffezione del nuovo che avanza. Sarebbe un grave errore contro sé stessi e gli altri. La storia personale o collettiva non può essere fermata, va sempre governata.

Ognuno è chiamato a fare la sua parte dal ruolo che occupa, nessuno escluso: dalluomo più potente in campo politico ed economico, a quello più semplice e comune, anche se non percepito come essenziale nei salottiche si intestano il futuro dellumanità. Senza Dio nel cuore e nella mente ogni cosa assume la debolezza della caducità umana, a qualsiasi livello essa venga pensata e messa in atto. Vivere da sé stessi può offrire un podio di alta qualità terrena, ma non permetterà ad alcuno di salvarsi dinnanzi alleternità. Il vangelo torna così al centro ed accompagna chiunque abbia la voglia di amare Cristo.

È Lui lunico passaggio universale che consente di connettersi con il Creatore di tutte le cose. Una connessione indispensabile per non farsi prendere solo dallansia di un progresso accademico, capace di consentire alluomo persino di volare, per poi nello stesso modo farlo cadere. In proposito ecco un passaggio del mio maestro spirituale, tratto  da una sua omelia: Cristo è il cuore del Padre; il cuore dellUniverso; il cuore di ogni uomo. Chi è senza Cristo è persona senza cuore. Non sa amare; non sa vedere il bene; non sa relazionarsi con gli altri secondo verità. Oggi tutti coloro che hanno dichiarato Cristo inutile sono perciò senza cuore.

Un pensiero forte, ma troppe volte annacquato dal buonismo di maniera che tanto male fa alluomo e alla Chiesa.  Le parole del sacerdote sono invece concrete perché rappresentano la profondità di una realtà sociale, spogliata ormai dal suo valore ontologico e consegnata ad una logica esistenziale terrena che tutto concede e permette. Un contesto dove non manca di essere persino possibile un Dio personale, con il quale siglare il patto privato più conveniente, fino a confondere la misericordia con il lascia passare per ogni peccato in cui volutamente si ricade.

La cosa più grave avviene quando anche il cristiano, come spesso succede, appare come persona senza cuore, perché stanco della Parola di Cristo, spesso considerato alla stregua di una conoscenza estiva, occasionale, consultabile in caso di trauma fisico o spirituale. La verità non è mai negoziabile. Essa è a tutela della salvezza e della redenzione di chiunque capisca che la vita terrena non potrà mai essere un percorso privo di fede e di valori, per esaltare comunque qualsiasi appagamento materiale. È bene sapere che Cristo è per sempre, non per una relazione temporale. Il Figlio dellUomo non può confondersi con un sussulto della calda stagione, di solito saltuario, che spesso finisce con le vacanze o comunque riprende dopo un anno con un cliché già prestabilito.

Precisa il mio maestro: Con Cristo non potrà mai essere così. Lui deve essere la nostra casa nella quale abitare sempre. Il suo cuore è la casa delluomo, perché il suo cuore è la casa di Dio. Dio non abita alcun luogo se non in Cristo e noi non possiamo trovare il vero Dio se non nel cuore di Cristo. Il ristoro che cerca lessere umano, qualsiasi sia la sua posizione sociale, non potrà mai trovare compimento nel Dio di riferimento occasionale che soddisfa lego personale, sterilizza il cuore e uccide lanimo. Si legge in Matteo 11, 28 – 30:

Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti è dolce e il mio carico leggero. C’è per caso una dichiarazione di soccorso spirituale e materiale più grande di questa? Perché non accoglierla vivendo con le leggi del Signore e mettendo in retein ogni istante il discorso della montagna? Perché allora affidarsi alle illusioni prefabbricate negli stabilimenti dellipocrisia umana? Luomo conosce dono più grande dellEucaristia, quando la si riceve nella Parola e nella fede personale più autentica possibile?

Cristo morendo sulla croce e salendo al Padre ha consegnato ad ogni uomo gli strumenti del cielo, per non smarrire la retta via e gustare il sapore delleternità anche in tutte le azioni della terra. Il segreto sta nel non sfasare la verità divina per salvare lapparenza e la ritualità, privando di chiarezza gli insegnamenti evangelici.

Senza la Parola non ci può essere eucaristia, preghiera, né tantomeno si può celebrare una vera santa messa. Fuori di essa Dio non benedice e non salva, dentro di essa lumanità prende quota e trova in Cristo la giusta via per connettersi con Dio. I risultati non potranno che essere in linea con la scienza delluomo che produce quel benessere tanto atteso; ristora le nostre comunità e riconosce a Dio, non a sé stessa, la primogenitura di ogni cosa.

Chi volesse contattare l’autore può scrivere al seguente indirizzo email: egidiochiarella@gmail.com. Sito personale: www.egidiochiarella.it. Per seguire la sua rubrica su Tele Padre Piohttps://www.facebook.com/troppaterraepococielo

About Egidio Chiarella

Egidio Chiarella, pubblicista-giornalista, ha fatto parte dell'Ufficio Legislativo e rapporti con il Parlamento del Ministero dell'Istruzione, a Roma. E’ stato docente di ruolo di Lettere presso vari istituti secondari di I e II grado a Lamezia Terme (Calabria). Dal 1999 al 2010 è stato anche Consigliere della Regione Calabria. Ha conseguito la laurea in Materie Letterarie con una tesi sulla Storia delle Tradizioni popolari presso l’Università degli Studi di Messina (Sicilia). E’ autore del romanzo "La nuova primavera dei giovani" e del saggio “Sui Sentieri del vecchio Gesù”, nato su ZENIT e base ideale per incontri e dibattiti in ambienti laici e religiosi. L'ultimo suo lavoro editoriale si intitola "Luci di verità In rete" Editrice Tau - Analisi di tweet sapienziali del teologo mons. Costantino Di Bruno. Conduce su Tele Padre Pio la rubrica culturale - religiosa "Troppa terra e poco cielo".

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